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Triangolo Pomezia Ardea e Aprilia: Italia Nostra Lazio ‘in difesa dagli attacchi dell’imprenditoria dei rifiuti’

L'Associazione ribadisce l'impegno a contrastare la speculazione sulle aree dove sono previste discariche ed impianti di trattamento rifiuti.

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Pomezia – Ardea – “Invertire la fase industriale avviata durante la Cassa del Mezzogiorno per tutelare natura e paesaggio nel triangolo tra Pomezia, Ardea ed Aprilia nel mirino di speculatori che intendono realizzare in queste zone discariche ed impianti di trattamento rifiuti”. Dichiara Italia Nostra Lazio in una nota stampa.

“La sezione Italia Nostra di Aprilia – prosegue l’Associazione – è in prima linea contro i progetti che minano il territorio. Ad ottobre prossimo il Tar del Lazio, seconda Sezione quater, deciderà nel merito sul ricorso presentato dalla società Cogea, interessata alla realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti da 60mila tonnellate, che chiedeva di sospendere l’efficacia del vincolo posto dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo pubblicato il 23 novembre 2017 in Gazzetta ufficiale”.

Le minacce rilevate da Italia Nostra

“L’area scelta dalla società dell’imprenditore Seccafieno – spiega Italia Nostra Lazio – si trova a pochi passi dall’antica Tor Maggiore di Santa Palomba, un edificio medievale a quattro chilometri da Pomezia. Un impianto in questa area è davvero fuori da ogni logica considerato il valore del paesaggio dal punto di vista ambientale e storico.

“Ma l’impianto Cogea non è l’unica minaccia che incombe in questa area. L’impresa Ecosicura vorrebbe realizzare su un’area agricola di 38 ettari un deposito di rifiuti. Italia Nostra presenterà le proprie osservazioni alla regione Lazio. L’area individuata vede la presenza di numerose aziende agricole biologiche, del lago Manzolini e di numerose sorgenti. Si tratta di un territorio agricolo e naturalistico ancora intatto che si vorrebbe distruggere.

“Le osservazioni – continua la nota – evidenziano in primo luogo la scarsa distanza da i centri abitati (l’invaso che dovrebbe contenere i rifiuti verrebbe posto a 560 metri dal nucleo urbano Colli del Sole e a 880 metri dal nucleo Tor di Bruno in Ardea), la presenza, in secondo luogo, di un paesaggio agrario di rilevante valore ai sensi dell’articolo 24 del Ptpr (nella zona sono numerose le aziende agricole specializzate nella produzione total bio e con marchi di origine ed indicazioni tipiche).

“Numerose inoltre le situazioni di interferenza coi livelli di qualità di risorse idriche superficiali e sotterranee. Il sito prescelto si trova in una vasta area molto ricca di acque minerali e termali, riportate nella Carta idrogeologica regione Lazio, presenti inoltre in zona ben 5 fonti di acque minerali con regolare concessione regionale, delle quali 4 poste a valle del sito-deposito rifiuti: fonte San Giuseppe, fonte Piana del Giardino, fonte Santo Stefano, fonte San Vincenzo”.

Un patto tra aziende agricole

“Anche per la tutela delle acque superficiali, – specifica l’Associazione – l’invaso del deposito rifiuti sarebbe letteralmente ‘incastrato’ tra le due fasce di rispetto dei fossi di Campoleone e dell’Acquabona. In risposta al progetto Ecosicura già i primi di aprile si terrà il primo incontro in vista dell’avvio di patto territoriale di tutte le aziende agricole nel territorio di Aprilia, Pomezia, Lanuvio e Ardea.

“Un patto col quale si possa mettere un marchio che sottolinei il grande valore agricolo-paesaggistico-naturale, rilevandosi oltre che una occasione importante di tutela anche fonte occupazionale per tanti giovani. Un progetto che potrebbe partire dalla richiesta di istituzione di un monumento naturale del lago Manzolini che si estenda poi al territorio.

“Agli attacchi dell’imprenditoria legata ai rifiuti, Italia Nostra Lazio, assieme alle aziende agricole locali – conclude la nota dell’Associazione – propone progetti di valorizzazione paesaggistica del territorio, restando in prima linea e affianco delle associazioni, tra le quali il Comitato antichi borghi di Aprilia, per tutelare la zona di Colli del Sole e Casalazzara”.

(Il Faro on line)

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