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Gli azzurri al Quirinale, riconsegnato il Tricolore a Mattarella, ‘Avete rappresentato il Paese con grande prestigio’ foto

Una toccante cerimonia di riconsegna. Fontana e Planker regalano al Presidente le firme di tutti gli atleti. 15 medaglie olimpiche e paralimpiche presenti

Il Faro on line – Sono tornati a casa, i campioni e le campionesse della Nazionale della neve. Insieme alle 15 medaglie conquistate in totale, tra Olimpiadi e Paralimpiadi, gli azzurri hanno sfilato al Quirinale, per riconsegnare il Tricolore al Presidente Mattarella.

Lo scorso 27 marzo, è stata tanta l’emozione sentita da coloro che all’ombra della bandiera a Cinque Cerchi hanno ottenuto medaglie storiche. Arianna Fontana da leggenda, ne ha ottenute tre nello short track. E come lei, anche i campioni paralimpici dello sci alpino, Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal, hanno messo al collo più di un alloro e per ben 4 volte.

La riconsegna del Tricolore. Dalle mani di Arianna Fontana e di Bertagnolli – Casal, un gesto di gratitudine per Mattarella

E’ stata proprio la campionessa olimpica Arianna, simbolo dei 500 metri, a riconsegnare il suo Tricolore a Mattarella. Dopo averlo preso in consegna lo scorso 19 dicembre e portato in alto e in trionfo alla cerimonia di apertura il 9 febbraio, in Corea del Sud, lo ha riconsegnato e con tutte le firme degli azzurri. Con un sentimento di gratitudine e di grande commozione. Insieme a lei, anche i “fratelli” medagliati dello sci paralimpico hanno restituito la loro Bandiera del cuore, su cui sono state apposte le firme degli atleti.

Uno spettacolo tutti insieme, davanti alla massima carica dello Stato e con tutta quella gratitudine, non solo verso l’Italia, ma anche verso delle Istituzioni, sportive e non, che sempre hanno appoggiato le loro performance nelle manifestazioni internazionali.

Le autorità presenti

Alla cerimonia di consegna, consueta in occasioni del genere, erano presenti non solo gli atleti azzurri e il Presidente Mattarella, ma anche tra le altre autorità, il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli e il Ministro dello Sport, Luca Lotti.

Le medaglie vinte. Una scia di luce, tra Olimpiadi e Paralimpiadi. 15 medaglie in tutto

Una luce le medaglie portate al collo, sulla tuta dell’Italia. Tre ori per la delegazione italiana e tutti conquistate dalle donne dell’Italia Team. Sofia Goggia, nella discesa libera, Michela Moioli nello snowboard cross e Arianna Fontana, nei 500 metri dello short track. Poi gli argenti. Federico Pellegrino ha ottenuto uno splendido secondo posto nello sci di fondo. Nella sprint dell’ora di pranzo italiana, l’atleta delle Fiamme Oro è salito sul secondo gradino del podio.

Nel biathlon, la delegazione tricolore ha conquistato due medaglie e di bronzo. Individuale e a squadre. Sempre lui protagonista. Dominik Vindisch. E’ stato il primo a vincere una medaglia in Corea del Sud, l’atleta dei Carabinieri. Il suo terzo posto singolo è arrivato nella sprint maschile con braccia al cielo e fiato spezzato sul traguardo. Ma tanta gioia nel cuore. Il secondo invece Dominik se l’è preso in team. Nella specialità mista, con Lukaf Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi ha festeggiato un’altra medaglia in staffetta negli sci stretti, sotto le luci della Medal Plaza.

Dopo Torino 2006, nessun altro era riuscito a riconquistare quella medaglia olimpica nel pattinaggio di velocità e dopo quasi 20 anni, lo ha fatto Nicola. Allenato da pluricampione olimpico Enrico Fabris, presente a bordo pista durante la gara, Tumolero ha puntato al podio nello speed skating dei 10mila metri. Non solo nel biathlon però, una vittoria a squadre. Anche nello short track. E sempre lei a guidare le azzurre. Arianna Fontana. Sulla distanza dei 3000 metri, le azzurre tutte insieme sono salite sul secondo gradino del podio. E tutte a gioire in pista e con i pattini ancora ai piedi, Martina Valcepina, Lucia Peretti e Cecilia Maffei. Uno short track da annali. Da storia olimpica. E soprattutto per la Fontana portabandiera in Corea. Tre medaglie per la finanziera di Predazzo. Non solo oro singolo e argento in staffetta, ma anche il bronzo individuale nei 1000 metri.

Ma non solo. Ad aprire i successi nello sci alpino, è stata Federica Brignone e sempre nell’alba italiana. Nel supergigante, dopo tanti anni, dopo le medaglie di Debora Compagnoni, ecco lei. La Brignone magnifica si è messa al collo il bronzo olimpico. Un mese dopo però l’Italia non ha smesso di festeggiare. E alle Paralimpiadi Invernali, 5 sono state le medaglie conquistate. Quattro ottenute solo da loro. Dalla coppia a Cinque Cerchi, Bertagnolli e Casal, sua guida in gara.

Gli azzurri del Paralympic Team, per ben 4 volte sono saliti sul podio, cercando l’oro paralimpico. E l’hanno vinto, il massimo alloro sportivo. Due volte. Prima nel gigante e poi nello slalom speciale e nella categoria visual impaired. Nelle gare precedenti, una scalata per la coppia delle Fiamme Gialle. Un bronzo nella discesa libera e poi un argento nel supergigante. La quinta medaglia è arrivata invece da Manuel Pozzerle e nello snowboard.

Gli interventi durante la cerimonia di consegna, come riportato sul sito ufficiale del Coni

Una festa azzurra, allora, al Quirinale e tante le parole di soddisfazione espresse. Giovanni Malagò ha descritto il momento solenne vissuto al Quirinale: “Sono molto contento di quello che è stato il risultato dell’intera spedizione italiana, in quello che è un momento unico e simbolicamente importante che celebra il ritorno dalla nostra avventura in Corea dopo le Olimpiadi invernali”. Descrivendo le gesta sportive delle atlete azzurre a PyeongChang 2018, ha dichiarato:“Siamo onorati di essere qui con la nostra portabandiera che è stata strepitosa e che ha vinto una medaglia d’oro 24 anni dopo un’altra portabandiera come Deborah Compagnoni, ma è stata un’Olimpiade al femminile anche per gli ori di Sofia Goggia e Michela Moioli. Siamo orgogliosi di voi. Siamo orgogliosi di essere italiani, siamo orgogliosi di essere qui”.

Sergio Mattarella: “Complimenti avete vissuto un’esperienza entusiasmante non solo un evento sportivo. Le Olimpiadi sono un momento di raccolta, di convivenza umana, un’occasione di pace e lo si è visto. Siete stati seguiti con molta partecipazione. Sono riuscito a vedere in diretta visto i 500 metri della Fontana, davvero emozionanti. Ho pensato quanto in quei pochi istanti si esprima la preparazione faticosa. A volte a chi guarda sfugge, quanto vi è dietro in termini di sacrificio, impegno, preparazione, concentrazione. Ho visto la discesa libera di Sofia Goggia. Le parlai al telefono e mi disse che prima di venire al Quirinale aveva un altro impegno e lo ha vinto così come Michela Moioli. Complimenti anche a lei, la sua gara è stata emozionante, quei ritmi fanno pensare quanto controllo occorra nei movimenti, è stato uno spettacolo straordinario. Fontana ha avuto un crescendo e ha raccolto un oro, un argento e un bronzo. Ho visto anche la gara dei 3000, a volte non è semplice capire cosa sta accendendo ma è affascinante. Tutte imprese femminili: non me ne vogliano gli uomini, ma è un bel dato che incoraggia le ragazze del nostro Paese ad impegnarsi di più. Le medaglie di Bertagnolli e Casal sono state uno spettacolo straordinario. Abbiamo fatto tutti il tifo per voi che rappresentate un modello di comportamento, il paradigma della vita. La vostra prestazione si basa sulla fiducia reciproca ed è un richiamo per tutti. Complimenti a tutti, le medaglie sono importanti e rappresentano un termometro del livello del nostro sport ma lo spettacolo più bello è stato offerto dall’impegno e dalla passione di tutti gli atleti che hanno partecipato ai Giochi. ll Coni e il Cip esistono per assicurare un valore di squadra e sono un patrimonio del nostro Paese. Le Olimpiadi sono un richiamo all’impegno per tutti i nostri giovani: mi auguro che ciò avvenga e renda sempre migliore il nostro Paese. Il Tricolore con le vostre firme è un bellissimo ricordo e il segno che avete rappresentato con grande prestigio il nostro Paese, grazie, bentornati e complimenti”.

Luca Lotti: “Dietro le vostre vittorie c’è il lavoro di tante persone, ho avuto la fortuna di stare con voi alla cerimonia inaugurale, una sera freddissima per me e piena di emozioni per voi. Quella sera si è visto messaggio che sa dare lo sport. Dietro quella stretta di mano tra le due Coree c’è il messaggio universale dello sport che unisce”.

Luca Pancalli: “Quello che hanno fatto i nostri atleti é straordinario e non solo per i risultati raggiunti, anche perché venivamo dai zero podi di Sochi. Simboleggia il trionfo dello sport come strumento per riabilitare la società civile”.

Foto : Italia Team e Comitato Italiano Paralimpico (Facebook)