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Formia, Raffaele Capolino ricostruisce parte della storia della ‘Fontana delle 5 cannelle’

15 aprile 2018 | 16:27
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Formia, Raffaele Capolino ricostruisce parte della storia della ‘Fontana delle 5 cannelle’

Capolino: “A risolvere l’enigma sulla posizione originale della Fontana è stato il disegno del Mattej.”

Formia – La “Fontana delle 5 cannelle” – in dialetto “de glie cinq fruscie” – situata nel quartiere di Mola, è uno dei luoghi simbolo della città di Formia, ed è la rappresentazione di una continuità storico- gerarchica per i formiani. Ad abbeverarsi lì, infatti, c’erano i nostri genitori, i nostri nonni, gli avi, i turisti, i personaggi più o meno famosi che hanno fatto tappa in città.

Ma quanti conoscono davvero la sua storia? A ricostruirla, almeno in parte, ci pensa per noi Raffaele Capolino, membro della “Formiana Saxa”.

“Mentre nulla è ancora emerso sulla data precisa di costruzione di questa meravigliosa fontana- avvenuta nel XVIII secolo-, sappiamo, invece, che la stessa fu posizionata, nel luogo che occupa adesso, – spiega Capolino- nel 1884 quando fu necessario spostarla per la costruzione del tronco di Via Vitruvio, tra la darsena (attuale Piazza Tommaso Testa) e la Piazza del Municipio.

A risolvere, invece, l’enigma sulla sua posizione originaria è stato il disegno del Mattej– che, tra l’altro, abitò nel vicino Palazzo Baronale appartenuto al padre Simone (primo fabbricato disegnato sulla sinistra), in foto sotto.     

Mola di Formia disegnata dal Mattej

La fontana – come si evince dal disegno- era posizionata, spalle al mare, nell’esedra del Rione Spiaggia posta nella parte occidentale e curvata del nostro litorale.                         (Disegno del Mattej)
Il punto, con buona precisazione, – continua Capolino – era frontalmente al luogo dove oggi è situato il “Caffè Tallerini”, una trentina di metri verso il mare di quei tempi, ora non più visibile,  perché diventato dal dopoguerra Largo Paone. Dalla foto del dipinto del Mattej è evidente, e senza alcun dubbio, infatti, la somiglianza estetica del sito con le attuali caratteristiche.

D’altra parte, sappiamo che, quando avvenne il trasferimento della Fontana, la Colonna della Libertà- realizzata dal mastro Giuseppe D’Auria- era già stata collocata in piazza Testa quasi un secolo prima, precisamente nel 1799, anno della sua costruzione –  che avvenne dopo l’ingresso delle truppe napoleoniche – e che, quindi, la Piazza, nella versione come la conosciamo oggi, nasce a partire dal trasferimento della Fontana.

Sappiamo quindi, che la posizione originaria della Fontana era nell’esedra – eliminata lo stesso anno del trasferimento del monumento per permettere i lavori – e che fu ricollocata successivamente. “Ma – conclude Capolino – non abbiamo ancora detto che i lavori  relativi all’allora nuovo tratto stradale furono resi necessari dall’esigenza che si era venuta a creare di evitare l’erta rampa di Caposelice che comportava non poche difficoltà per lo scorrimento dei carri in salita e con carichi pesanti.

E che, infine, soltanto 5 anni dopo, con la delibera n. 3 del 14 febbraio del 1889, il Consiglio comunale attribuì il nome di “Via Vitruvio” a questo primo tratto di strada alternativo alla Via Lavanga, ex Via Appia romana.

(Il Faro on line)