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23 anni fa moriva Andrea Fortunato, lo portò via una polmonite, conseguenza di una forma acuta di leucemia

23. come i suoi anni. A Perugia, la sera del 25 aprile del 1995, il terzino sinistro della Juventus chiuse gli occhi per sempre. Da allora, tifosi e ammiratori continuano ad omaggiarlo

Il Faro on line – Sono passati 23 anni. Da quella sera del 25 aprile 1995, brilla una stella in più nel cielo. In questo modo, tifosi, affezionati e semplici ammiratori hanno identificato lui. Andrea Fortunato si spense al Silvestrini di Perugia, per colpa di una polmonite.

Era guarito dalla leucemia e stava ritrovando forza e speranza. Nella primavera del 1994, l’allora terzino sinistro della Juventus, allenata da Giovanni Trapattoni, non riusciva più a dare il meglio di sé in campo. Le analisi fatte per i dovuti controlli, svelarono la dolorosa causa. Leucemia linfoide acuta. La peggiore forma.

Ricoverato d’urgenza all’Ospedale Molinette di Torino iniziò subito le terapie e non mancarono affetto, vicinanza e incoraggiamenti nei confronti di un ragazzo che desiderava vivere e tornare in campo. Tutti con Andrea, i suoi compagni di squadra. Nuova la Juventus di quella stagione. Ai comandi di mister Marcello Lippi, che poi diede vita ad uno dei cicli vittoriosi più leggendari della società bianconera, tutta la squadra si strinse attorno al compagno con la maglia numero 3.

Roberto Baggio, Gianluca Vialli e Fabrizio Ravanelli, tra gli altri e insieme agli altri, non smisero un momento di dimostrare ad Andrea, forza e amicizia. Anche la Nazionale di calcio, volata negli Stati Uniti per giocarsi un Mondiale in cui arrivò seconda, alle spalle del Brasile di Dunga e Mauro Silva, nella finale persa ai rigori, a Los Angeles, non smise un attimo di stare accanto a Fortunato.

Anche lui combatteva, insieme con loro. A Perugia, dove poi in seguito proseguì le cure, al Policlinico Silvestrini, in cui si praticavano trapianti di midollo osseo, a metà compatibili, Andrea fu operato e non smise di mollare un attimo.

Carattere, gioia di vivere e voglia di tornare a giocare. Una polmonite lo portò via. Un’infezione improvvisa. Dolorosa. La sera del 25 aprile 1995, Fortunato lasciò per sempre familiari e amici. Da allora, tifosi, affezionati e semplici ammiratori del ragazzo innamorato del calcio non smettono di ricordarlo.

Oggi, fanno 23 anni e chi vi scrive, non ha smesso un attimo di stargli accanto. Ragazzina di 15 anni e con tante lettere e messaggi spediti. E non smetto ancora di ricordarlo. Da donna adulta. E questo, è un semplice modo per omaggiare uno splendido ragazzo che a 23 anni, divenne una stella. La più bella mai esistita.

A te, Andrea.