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Ostiense, motociclista morta sulla strada sconnessa: si indaga per omicidio colposo

Sul decesso di Elena Aubry fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Il Codacons: “E’ concorso da parte di chi non provvede alla manutenzione”

Roma – Omicidio colposo: è l’ipotesi di reato sul quale sta indagando la Procura della Repubblica di Roma riguardo alla morte di Elena Aubry, la giovane motociclista morta sul colpo dopo aver perso il controllo della sua Honda Hornet mentre percorreva l’Ostiense verso Roma.

La Procura indaga per omicidio colposo in relazione alla morte di Elena, 26 anni, deceduta domenica 6 maggio su via Ostiense dopo che la sua moto è andata a sbattere contro un guard rail, nel tratto di strada tra Lido Nord e Ostia Antica dove ci sono vari avvallamenti per le radici degli alberi. Il pm Laura Condemi ha affidato la delega al medico legale per effettuare l’autopsia. Il fascicolo è contro ignoti e chi indaga esclude che a causare l’incidente siano stati altri veicoli. La Procura affiderà una consulenza per verificare se quanto accaduto sia legato alla regolarità del manto stradale.

Elena stava tornando dal mare e si trovava all’altezza del Cineland di Ostia quando ha perso il controllo della sua Honda Hornet, forse a causa delle radici dei pini che sollevano pericolosi dossi sull’asfalto. Inutili i soccorsi del 118, la ragazza ha anche perso il casco nella caduta. Affranta la reazione della madre di Elena che spera che il “sacrificio” della figlia sproni l’amministrazione pubblica a mettere tra le priorità la manutenzione e la sicurezza stradale. 

Era stato il Codacons lunedì 7 maggio a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per chiedere di “indagare sull’incidente stradale che ha provocato ieri la morte di una motociclista ad Ostia schiantatasi contro un guardrail, alla luce del possibile concorso in omicidio colposo”. Alla base della denuncia dell’associazione le notizie che collegherebbero lo schianto allo stato di dissesto di Via Ostiense, arteria teatro dell’incidente. “Da mesi denunciamo la grave situazione di degrado e di dissesto del manto stradale del X municipio che costituisce un evidente pericolo per l’incolumità di automobilisti, motociclisti e pedoni -afferma il vicepresidente del Codacons, Giovanni PignoloniA fronte delle nostre denunce poco o nulla è stato fatto per garantire la sicurezza stradale; per tale motivo vogliamo che ora la Procura accerti le cause del tragico incidente di ieri e se lo schianto sia stato causato dallo stato disastroso dell’asfalto“. “Nello specifico il Codacons -prosegue – ha chiesto alla Procura di aprire indagini nei confronti tutti i soggetti pubblici e privati, sindaco, polizia municipale, ditte incaricate della manutenzione stradale, ecc., che saranno ritenuti responsabili alla luce dei possibili reati di concorso in omicidio colposo, attentato alla sicurezza stradale, pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica.