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#Fiumicino2018, l’impegno di Schiavo ‘Mettere al centro l’economia Blu’

“Voglio che la nostra antica attività di pesca ritorni ad essere un caposaldo della nostra economia”

Fiumicino – In questo intenso periodo di campagna elettorale Giovanni Schiavo, candidato nella Lista Progetto Fiumicino per Mario Baccini Sindaco, affida ad una lettera aperta il suo impegno per il mare e la pesca a Fiumicino.

“Chiunque sa fare il pescatore, di maggio”, scriveva Hemingway nel Vecchio e il Mare, perché  – comincia Schiavo – in questo mese dove tutto fiorisce anche la pesca è florida e le reti sono piene. Proprio al mare e a questo antico mestiere che continua a riempire le nostre vite in modo costante voglio dedicare una riflessione particolare.

Fiumicino, la perla del Tirreno, sin dall’antichità è stato prima villaggio, poi borgo ed infine città di pescatori ma se il tempo ha migliorato la qualità della vita, e della tecnica, sicuramente la politica non ha aiutato col dovuto sostegno questo antico mestiere e i suoi baluardi.

Ormai sono anni che i nostri pescatori sono completamente abbandonati a se stessi, e pensare che a Fiumicino abbiamo una delle più importanti flotte pescherecce del Lazio:  33 imbarcazioni per la grande pesca, 35 per la piccola pesca, 4 turbo soffianti e 4 pescherecci di Fregene. Un danno per la pesca e l’immagine della città che lentamente sta soffocando la sua naturale vocazione.

L’attuale amministrazione comunale durante la sua campagna elettorale di 5 anni fa si era impegnata facendo delle esigenze dei pescatori uno dei suoi cavalli di battaglia:

avrebbe dovuto garantire la sicurezza delle banchine sensibilizzando le autorità compenti a dragare costantemente  il porto canale che è soggetto a continuo insabbiamento dovuto alle correnti e ai detriti che provengono da Roma mediante il Tevere;

avrebbe dovuto favorire la nascita di un mercato ittico, gestito direttamente dai pescatori permettendo di vendere sto il prodotto di alta qualità che giornalmente viene pescato garantendo con un un marchio di qualità tipico il nostro materiale ittico  per favorire la conoscenza e la diffusione del nostro pescato;

avrebbe dovuto limitare il più possibile tutte le forme di inquinamento marittimo. Purtroppo, invece, registriamo l’aumento di detriti inquinanti come bombole, frigoriferi, plastica, biciclette etc.; e per i pescherecci che contribuiscono alla raccolta dei detriti inquinanti avrebbero dovuto corrispondere un piccolo tributo. 

Tutte queste promesse  (e dico tutte ) sono statedisattese creando per la categoria  notevoli problemi di sopravvivenza e un veto collasso economico.

La sicurezza, poi, di uomini e imbarcazioni è non è mai stata una priorità per questa amministrazione dormiente: più volte i pescatori hanno chiesto, in via ufficiale,  al Comune di voler provvedere a collocare ulteriori bitte lungo il porto canale per rendere più sicuro l’ormeggi o delle imbarcazioni soprattutto nelle giornate con condizioni metereologiche avverse;  e di provvedere al dragaggio del porto canale per evitare che le chiglie nella fase di uscita o di entrata in porto urtino sui fondali creando non pochi problemi ai loro pescherecci.

Finora gli interventi, volti a tamponare le emergenze di turno, sono risultati insufficienti

La manutenzione saltuaria con mezzi turbo aspiranti per cercare di dragare il porto canale  non è certo sufficiente. Aspirare 30 centimetri di fango depositati sul fondo una volta ogni tanto non è un intervento risolutivo, anzi dura il tempo di una mareggiata.

Nemmeno la richiesta di poter vendere il pescato sulla banchina, in attesa di un futuro ed improbabile mercato ittico, è stata mai accolta in questi ultimi cinque anni.

Non parliamo poi della raccolta dei rifiuti speciali, che per mancanza di strutture adeguate al ricevimento e per carenza di fondi non è stata mai effettuata.

Questa situazione sta degenerando e non lo possiamo permettere perchè se continua così fra qualche anno mangeremo solo pesce surrogato e surgelato che viene da altre parti del mondo o di allevamento se ci va bene, perchè i pochi pescatori rimasti lentamente lasceranno le reti e i loro figli, i nostri figli non saranno più disposti a fare tanti sacrifici per non vedersi riconosciuto nemmeno un appoggio dalla loro Amministrazione. 

L’antica arte del pescatore è un lavoro difficile e non si impara sui libri scolastici ma si tramanda in padre in figlio. sebbene la bella stagione sia alle porte e la pesca sia ricca, ora non siamo in maggio (come direbbe Hemingway) per tutti i problemi che stanno lasciando morire questa nostra risorsa. 

Il nostro programma politico, ed il mio impegno personale, mettono al centro l’economia del Blu, quella che vede anche nella pesca una risorsa fondamentale per il territorio, quella che sa tutelare il mare e ne sa trarre vantaggio rispettando il suo ecosistema.

Il mio amore per il mare è noto, da ragazzo ho deciso di abbracciare una carriera a servizio della tutela del mare e degli uomini entrando nel corpo della Guardia Costiera. Oggi la mia scelta è quella di offrire la mia esperienza alla politica per questo mi sono candidato con la Lista Progetto Fiumicino a sostegno della candidatura di Mario Baccini sindaco, sicuro di poter sostenere le ragioni di un mondo, quello del mare, che conosco e degli uomini che vi operano e per cui nutro una stima profonda.

Voglio che la nostra antica attività di pesca ritorni ad essere un caposaldo della nostra economia fiumicinese e che i nostri prodotti siano riconosciuti come eccellenze di qualità nel rispetto della sicurezza degli uomini e per lo sviluppo della città. Questo sarà il mio impegno per Fiumicino” – conclude Schiavo.