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Erosione delle spiagge, Leopoldo Franco: “Molto urgente intervenire, bisogna agire”

Il docente universitario Leopoldo Franco: “L’inverno è stato molto pesante in termini di mareggiate

Ostia – L’appello a fare presto nella lotta all’erosione e per la difesa della costa arriva da un’autorità nel campo dell’ingegneria idraulica costiera e portuale, l’ingegner Leopoldo Franco. “La situazione è preoccupante: è molto urgente intervenire” dice.

Ostia

L’allarme è stato lanciato nel corso della presentazione dei corsi di laurea magistrale che partiranno a ottobre prossimo presso l’ex Enalc Hotel con l’Università Roma 3.  L’ingegner Leopoldo Franco, docente di Ingegneria costiera e portuale, una vera autorità nazionale, autore di diversi progetti (incluso il porto di Ostia e un intervento di difesa dall’erosione nell’area di Levante), insegnerà le materie legate alle infrastrutture marittime e alla protezione dei litorali.

Soprattutto nella zona subito a valle del canale dei Pescatori – sottolinea il professor Leopoldo Franco – è molto urgente intervenire. Qualche intervento anche strutturale, di opera, lo ritengo assolutamente indispensabile.  C’è anche il tema legato alla spiaggia di Castelporziano, quindi i possibili impatti, quello previsto con l’Ardis è sicuramente un intervento delicato, però qualche cosa bisogna fare e, tra l’altro, il problema dell’erosione non riguarda solo Ostia ma anche altre spiagge come Fiumicino e Fregene, in particolare. Quest’anno c’è stato un inverno molto pesante come mareggiate”.

Il progetto al quale si riferisce il professor Leopoldo Franco riguarda la protezione della costa nel tratto a levante del Canale dei Pescatori varato fin dal 2012 dalla Regione Lazio, appaltato e mai realizzato. Il progetto regionale di difesa, studiato dal professor Leopoldo Franco, prevede la realizzazione di 8 pennelli ortogonali alla linea di costa della lunghezza di 200 m a forma di T per un costo di 5 milioni di euro. L’intervento previsto copre una lunghezza di 4 km, a fronte di 1 km in regime critico.

I crolli avvenuti nell'inverno scorso a Ostia a causa dell'erosione

I crolli avvenuti nell’inverno scorso a Ostia a causa dell’erosione

Il progetto è stato fortemente contrastato dagli ambientalisti, dall’ex senatrice Fabiola Anitori e dalla maggioranza dei concessionari balneari. Si temono un eccessivo impatto ambientale e l’innesco di un processo erosivo nel delicato sistema dunale di Capocotta e Castel Porziano, Sito d’importanza comunitario (SIC). Persino il Quirinale avrebbe informalmente manifestato contrarietà al progetto.

Il fenomeno erosivo in mancanza di interventi rischia di far arrivare il mare fino alla strada, com’è già successo negli anni Ottanta e si è riproposto negli anni passati. Questo, nonostante l’enorme quantità di denaro speso per fronteggiare il fenomeno. Scrive Legambiente nel dossier “Spiagge indifese”: “Il peso economico di questa politica dal 1997 al 2013 è di oltre 32 milioni di euro tra ripascimenti e rifioriture delle scogliere. Costi che continuano ad incrementare tanto da far salire il prezzo della sabbia ad oltre 18 € al m3 contro gli 8 € m3 del 2009, nell’ultimo intervento dell’ARDIS (Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo) nel 2012, con uno sperpero di oltre 3 milioni di €. In questo periodo sono stati portati ad Ostia 2,7 milioni di m3 di sabbia. Per garantire una condizione sufficiente alla fruibilità degli arenili, la Regione Lazio stima che occorrono 75 milioni di m3 all’anno di sabbia per i ripascimenti che corrisponde allo stesso quantitativo dragato nel porto e nel canale dei pescatori (circa 50.000 m3 ). Vale a dire che queste rappresentano due cave naturali dove pescare la sabbia necessaria al ripascimento”.

LESSICO

Molti termini impiegati dagli addetti ai lavori sono quasi sconosciuti a bagnanti e profani. Le tecniche più impiegate per la lotta all’erosione riguardano:

  • sistema di ripascimento: si tratta di riversare sulla battigia quantitativi di sabbia prelevata o dalle cave di terra oppure dalle cave marine ovvero da fondali alimentati da fiumi o dalle correnti.
  • il ripascimento può essere morbido, nel caso la tecnica preveda il riversamento esclusivo di sabbia, oppure protetto, nel caso in cui la sabbia riversata è trattenuta a riva da scogliere.
  • scogliera soffolta: è una diga di massi parallela alla linea di costa completamente immersa nell’acqua o a pelo d’acqua.
  • scogliera emersa: i massi svettano sulla superficie dell’acqua.
  • pennelli di protezione: si tratta di scogliere perpendicolari alla linea di costa. Possono essere del tutto emersi o in parte soffolti ovvero sommersi.
  • celle di protezione: è un sistema di “rete” nella quale intrappolare la sabbia e smorzare il moto ondoso composta da pennelli perpendicolari alla linea di costa e da scogliere soffolte parallele.