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Ostia, il dg della Asl Roma 3: “Per il CPO un futuro da centro di eccellenza”

31 maggio 2018 | 17:44
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Festa della Primavera al CPO con l’impegno del dg della Asl Roma 3 Vitaliano De Salazar: “Rafforzeremo l’offerta ambulatoriale e sportiva”

Ostia – Festa della Primavera all’insegna delle prospettive più confortanti al CPO, il Centro Paraplegici della Asl Roma 3.

E’ stata l’Amo, l’associazione Mielolesi di Ostia, presieduta da Anacleto Loffredo, a rilanciare una vecchia tradizione, quella della Festa della Primavera, occasione di incontro tra la città e la comunità dei pazienti che vivono sulla sedia a rotelle o sono colpiti da lesioni spinali. Il CPO fin dalla sua fondazione, nel 1957, rappresenta un’eccellenza nel panorama sanitario pubblico del Centro Sud Italia e dopo le battaglie combattute per la sua sopravvivenza e per il suo rilancio, si prepara a vivere una stagione di valorizzazione.

E’ quanto ha annunciato il dg della Asl Roma 3, Vitaliano De Salazar, rivolto ai pazienti che ha incontrato nella palestra della struttura ospedaliera di Viale Vega. “Questo centro – si compiace De Salazar – l’ho lasciato sei anni fa vivo, vivace e attento ai bisogni e ora, tornando a dirigere la Asl del litorale, lo ritrovo ancora più vitale e con più entusiasmo. Bisogna iniziare a progettare contenuti di valenza nazionale insieme con gli altri enti interessati, dal Cip, Centro interolimpico paraplegici, all’Inail. Intendiamo partire dal rafforzamento e dal miglioramento di quello che già c’è: abbiamo una palestra riabilitativa importante, abbiamo un programma sportivo eccellente. Già potenziare questi due aspetti è fondamentale. In più,  porteremo in questa struttura la dialisi, com’è noto, e aumenteremo gli ambulatori per farne un centro d’eccellenza che parte dalla Asl Roma 3 del quale ne possano usufruire tutti”.

L'ingresso del CPO in viale Vega a Ostia

L’ingresso del CPO in viale Vega a Ostia

Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Amo. “Tra breve avremo un incontro alla Regione Lazio – anticipa – per sollecitare l’apertura del reparto al Terzo piano di Medicina fisioriabilitativa e per riuscire ad ottenere un aumento dei posti letto, oggi limitati a 14 degenti, impiegando il reparto del primo piano”.