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Juncker all’Italia ‘Più lavoro e meno corruzione’, l’ira di Tajani ‘Parole inaccettabili’

Il Presidente della Commissione Europea: "Gli italiani non possono addossare all'Ue tutte le colpe dei loro problemi"

Bruxelles - Nuovo affondo di Jean-Claude Juncker nei confronti dell'Italia: "Non accetterò più che ogni cosa che va male nel Mezzogiorno venga spiegato con il fatto che l'Ue o la Commissione Europea non farebbero abbastanza".

"Gli italiani devono occuparsi delle regioni più povere dell'Italia: il che significa più lavoro, meno corruzione e serietà".

Dichiarazioni che arrivano a poche ore dalla nascita del nuovo governo giallo-blu, pronunciate dal Presidente della Commissione Europea rispondendo, durante un evento pubblico a Bruxelles, a una domanda del pubblico relativa alla disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno d'Italia.

"Il mio suggerimento è, per questa settimana, di essere silenti e prudenti sull'Italia, ogni volta che viene fatta una domanda sul Paese. Ho piena fiducia nel genio del popolo italiano" ha aggiunto parlando delle regole di bilancio Ue.

E ancora; "Li aiuteremo, come abbiamo sempre fatto, ma basta con questo giochino di addossare le responsabilità sull'Ue. Un Paese è un Paese, una nazione è una nazione: prima vengono le nazioni".

"L'Ue - ha ricordato Juncker - non è uno Stato, e spero che non lo sia mai: sono contrario all'idea degli Stati Uniti d'Europa, perché la gente non li vuole. Quindi, dobbiamo applicare le regole: sono complete, sono emendate e applicate di volta in volta con termini diversi".

"Il che ha avuto come risultato, grazie alla flessibilità che abbiamo introdotto nella lettura economica del Patto, che l'Italia ha potuto spendere nel 2016 e nel 2017 18 miliardi di euro in più, senza alcuna sanzione in base al Patto di Stabilità.

E' una cosa che non ha precedenti: se non lo avessimo fatto, avremmo ucciso la debole ripresa in Italia e altrove", ha concluso.

Ma le dichiarazioni sul Mezzogiorno non sono di certo passate inosservate. Il quotidiano britannico Guardian, riferendo le parole del presidente della Commissione, titola "Gli italiani devono lavorare di più ed essere meno corrotti".

Un titolo sul quale la portavoce della Commissione ha precisato: "Non mi risulta che il presidente abbia usato tali parole. Anzi, le parole attribuite a Juncker sono state prese fuori contesto".

Nel frattempo è arrivata la replica di Antonio Tajani, italiano, Presidente del Parlamento Europeo, che, stizzito, ha chiesto a Juncker "di smentire immediatamente le frasi che gli vengono attribuite, perché se fossero vere sarebbero inaccettabili".

In Italia, che ha visto nascere il governo dopo quasi 90 giorni, centrodestra e centrosinistra si uniscono in una protesta 2.0: sui social sono diversi i commenti degli esponenti politici che mischiano ironia e provocazione:

''Dichiarazioni folli da parte di Juncker - ha detto il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd -. Evidentemente ha parlato dopo cena, ma allora bisogna togliergli il vino''.

Dello stesso avviso anche Giorgia Meloni, di Fratelli d'Italia, che in video pubblicato su Twitter chiede a Juncker di "bere di meno":

Critico anche Matteo Salvini, che così ha commentato le dichiarazioni del Presidente della Camera: "Parole vergognose e razziste. Col prossimo governo vedremo di fare rispettare i diritti e la dignità di 60 milioni di italiani che dall’Europa si aspettano collaborazione, non insulti".

(Il Faro online)