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Le Rubriche di Il Faro Online - Oltre Leonardo

Il banchetto di un buco nero

Osservato un evento di distruzione di una stella che passa vicino a un buco nero

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Osservato un evento di distruzione di una stella che passa vicino a un buco nero. Un banchetto durato dieci anni e che alla fine ha portato all’emissione di un getto di materia che si muove a una velocità prossima a quella della luce.

Il rarissimo fenomeno è stato osservato da un team internazionale di astrofisici e astronomi, con base nell’università di Turku in Finlandia, e da Miguel Perez-Torres dell’Istituto di astrofisica di Andalusia in Spagna.
La notizia arriva dopo dieci lunghi anni di studi in cui i ricercatori stavano monitorando una coppia di galassie in collisione nota come Arp 299, a circa 150 milioni di anni luce dalla Terra. Dal 2005, gli astronomi hanno scoperto una raffica di emissioni infrarosse provenienti dal nucleo di una di queste galassie, che si stavano espandendo a un quarto della velocità della luce, formando un “getto” luminoso.
Inizialmente il segnale sembrava quello emesso dall’esplosione di una supernova ma astrofisici tra cui Marco Bondi (dell’istituto nazionale di astrofisica INAF) hanno scoperto che sorprendentemente quel segnale era in realtà prodotto da una stella che veniva letteralmente fatta a pezzi da un buco nero super massiccio. ( In figura è riportata l’evoluzione del getto luminoso in 10 anni.)

Un fenomeno del genere era già capitato quando il buco nero XJ1500+0154, situato in una piccola galassia a 1.8 miliardi di anni luce da noi, ha divorato una stella due volte più massiccia del nostro Sole. L’evento è stato particolarmente importante perché di solito questo fenomeno dura all’incirca un anno, invece è durato 10 anni.
Il raro fenomeno che porta alla disgregazione delle stelle, noto come “evento di distruzione mareale” (Tde, dalle iniziali dell’inglese tidal disruption event), si verifica quando una stella viene catturata dal buco nero super massiccio tramite la sua invincibile attrazione gravitazionale. Come spiegato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, “le forze mareali deformano la stella, la fanno a pezzi creando un flusso di detriti che poi cadono verso il buco nero, illuminando lo spazio circostante con getti luminosi di plasma ed energia”.

È la prima volta che gli astronomi sono stati in grado di osservare direttamente la formazione e l’evoluzione del getto creato da uno di questi eventi. L’importanza di questo Tde è stata sottolineata da Marco Bondi il quale ha definito questi fenomeno come:
I tidal disruption event sono eventi molto rari da osservare. Fino ad oggi si trovano solo un paio di casi segnalati in letteratura. Quello rilevato nella galassia Arp 299 ha un’ulteriore peculiarità: per la prima volta si è potuto osservare anche la creazione di un getto radio prodotto dal fenomeno di rapido accrescimento ed è stato possibile seguire la sua evoluzione su un arco di tempo di diversi anni, grazie anche al contributo dei radiotelescopi dell’Inaf che hanno osservato congiuntamente alla rete europea e americana.”

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