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Scontro tra Parigi e Roma, Macron ‘Non c’è nessuna emergenza migranti in Italia’

A Bruxelles il prevertice sull'immigrazione ma l'Unione Europea si spacca. Spagna e Francia attaccano l'Italia, la replica di Salvini: "Arroganti, aprite i vostri porti"

Bruxelles – Nel pomeriggio, l’Unione Europea si dà appuntamento a Bruxelles per discutere, ancora una volta, sulla delicata questione dei migranti.

Ma al pre-summit convocato dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ben 16 Paesi si ritrovano l’un contro l’altro armati, divisi come non mai.

Si inaspriscono le polemiche tra Roma e Parigi, alle quali, nelle ultime ore, si aggiunge anche la Spagna: Macron e Sanchez, infatti, criticano la nuova linea del governo giallo-blu in materia di immigrazione.

Il premier Conte, nei giorni scorsi, aveva anche minacciato di non partecipare al vertice, affermando: “L’Italia non accetterà bozze di accordi preconfezionati”.

E’ servito l’intervento della Merkel, che in questa partita si sta giocando la sua stessa sopravvivenza politica, per far cambiare idea al Presidente del Consiglio italiano; la cancelliera, al telefono con Palazzo Chigi, ha infatti chiarito che la bozze “sarà accantonata”. Tuttavia, Spagna e Francia continuano ad “attaccare” l’Italia.

Macron: “Non esiste nessuna crisi, lo dicono i dati”

“Chiediamo di non gestire caso per caso, proporremo uno schema chiaro: che lo sbarco di migranti rispetti le regole e i principi umanitari di soccorso e che avvenga nel porto sicuro più vicino”, dice a proposito della crisi dei migranti il presidente francese Emmanuel Macron, prendendo la parola al termine dell’incontro all’Eliseo con il premier spagnolo, Pedro Sanchez.

“Bisogna essere chiari e guardare le cifre. L’Italia non sta vivendo una crisi migratoria come c’era fino all’anno scorso. Chi lo dice, dice una bugia”, sottolinea il presidente francese.

Per Macron esiste “una crisi politica” provocata da “estremisti che giocano sulle paure. Ma non bisogna cedere nulla allo spirito di manipolazione o ipersemplificazione della nostra epoca”.

“Voglio sottolineare l’eccellente cooperazione che abbiamo con la Spagna” sull’accoglienza dei migranti e “che in particolare abbiamo avuto sul caso dell’Aquarius”, aggiunge Macron.

Poi elogia la Spagna: “Rendo omaggio alla decisione del presidente del governo spagnolo di accogliere la nave e di aver accettato questa soluzione di solidarietà europea, adottata in extremis”.

La proposta dei “centri chiusi nei paesi di sbarco” che Francia e Spagna si apprestano a fare domani a Bruxelles “è una soluzione che sarebbe europea a livello intergovernativo, può darsi che un giorno diventi europea ma non siamo costretti ad aspettare, non è una regola che sarebbe gestita dalla commissione a 27”.

Sanchez: “In Italia politiche anti-europee”

“Ci sono governi come quello italiano che stanno facendo politiche anti-europee e dove l’egoismo nazionale è più diffuso”, sottolinea in un’intervista a El Pais il premier socialista spagnolo, Pedro Sanchez.

Ad ammorbidire la critica a Roma, Sanchez aggiunge che “questo ha anche a che fare con la mancanza di solidarietà dimostrata in precedenza dall’Ue nei riguardi di un Paese che ospita già mezzo milione di esseri umani provenienti dalle coste libiche”.

Per Sanchez, la creazione di centri di sbarco fuori dai confini dell’Unione potrebbe essere una soluzione: “Devo prima conoscere più in dettaglio la proposta che ci faranno. Non mi pare una soluzione che siano i Paesi di frontiera (dell’Ue) a doversene prendere carico da soli”.

E sulla nuova crisi della Lifeline, che segue quella dell’Aquarius, e sull’ipotesi che la Spagna accolga più migranti, il premier spagnolo afferma: “Noi non saremo insensibili a queste tragedie umanitarie, ma e’ evidente che la Spagna non puo’ rispondere da sola”.

“Bisogna fare fronte a questa crisi col concerto europeo. Non si possono dare risposte unilaterali. Noi con l’Aquarius abbiamo risposto a una chiamata alla solidarietà. Ma una cosa è una crisi umanitaria, altra cosa è la politica nei confronti dei migranti. Perchè la politica migratoria ha bisogno invece di una risposta comune, europea”.

La replica di Salvini

Non si è fatta attendere la risposta del Vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini al presidente francese: “650 mila sbarchi in 4 anni, 430 mila domande presentate in Italia, 170 mila presunti profughi a oggi ospitati in alberghi, caserme e appartamenti per una spesa superiore a 5 miliardi di euro”.

E aggiunge: “Se per l’arrogante presidente Macron questo non è un problema, lo invitiamo a smetterla con gli insulti e a dimostrare la generosità con i fatti aprendo i tanti porti francesi e smettendo di respingere donne, bambini e uomini a Ventimiglia. Se l’arroganza francese pensa di trasformare l’Italia nel campo profughi di tutt’Europa, magari dando qualche euro di mancia, ha totalmente sbagliato a capire”.

Tramite un post su Facebook, arriva anche la risposta del vicepremier Luigi Di Maio alle parole del presidente Macron: “In Italia l’emergenza immigrazione esiste eccome ed è alimentata anche dalla Francia con i continui respingimenti alla frontiera. Macron sta candidando il suo paese a diventare il nemico numero uno dell’Italia su questa emergenza, il popolo francese è sempre stato solidale e amico degli italiani. Ascolti loro, non chi fa soldi sulla pelle di quelle persone”.

Merkel: “Speriamo al massimo in accordi bilaterali”

“Sappiamo che non ci sarà una soluzione a livello dei 28 Stati membri su un pacchetto d’insieme sui migranti” al vertice del 28 e 29 giugno, dice la cancelliera nel corso di una visita in Libano.

L’unica strada percorribile, chiarisce la Merkel, sembra essere piuttosto quella di accordi “bilaterali, trilaterali e multilaterali” tra i singoli Paesi, da esplorare già al mini-summit a Bruxelles.

La Cancelliera pensa in particolare a Stati come l’Italia, la Grecia o la Bulgaria, che a causa della loro posizione geografica, hanno da anni sopportato l’onere più pesante in termini di accoglienza dei migranti.

(Il Faro online)