Seguici su

Cerca nel sito

Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Papa Francesco e Macron a colloquio su Ue e migranti

In Vaticano la stretta di mano tra il Pontefice e il Presidente francese, il cui incontro privato è durato circa un'ora. Ambiente, guerre in Medio Oriente e geopolitica i temi affrontati. Nel pomeriggio la cerimonia per l'investitura di Macron come protocanonico del capitolo laternanense

Città del Vaticano - All'ombra del Cupolone sventola il tricolore francese, issato nel Cortile di San Damaso in occasione della visita di Emmanuel Macron in Vaticano.

Il colloquio privato tra il Pontefice e il presidente francese nella Sala della Biblioteca del Palazzo Apostolico, alla presenza di un interprete, dura quasi un'ora.

Un tempo insolitamente lungo, rispetto allo standard di queste occasioni. Ad oggi, quello tra Bergoglio e Macron è il secondo più lungo con un presidente, dopo quello con Obama.

L'incontro privato

"Nel corso dei cordiali colloqui sono stati sottolineati i buoni rapporti bilaterali esistenti tra la Santa Sede e la Francia, ed è stato rilevato, con particolare riferimento all’impegno della Chiesa, il contributo delle religioni alla promozione del bene comune del Paese", si legge in una nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede.

La nota prosegue indicando i temi affrontati: la protezione dell’ambiente, le migrazioni e l’impegno a livello multilaterale per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, specialmente in relazione al disarmo.

Non solo. "La conversazione ha inoltre consentito uno scambio di valutazione su alcune situazioni di conflitto, particolarmente nel Medio Oriente e in Africa. Infine, non è mancata una riflessione congiunta circa le prospettive del progetto europeo", conclude la nota.

Lo scambio dei doni

Al momento dello scambio dei doni, dopo il colloquio privato e la presentazione del seguito nella Sala della Biblioteca, il presidente francese Emmanuel Macron regala al Papa un'edizione storica del libro di Georges Bernanos "Diario di un curato di campagna". "L'ho letto. Molte volte. Mi ha fatto bene", dice il Pontefice nel ricevere il dono.

Bergoglio, invece, dona al presidente francese una medaglia di San Martino, vescovo di Tours, tra i grandi santi della Gallia, celebre per l'episodio in cui cedette il suo mantello ai poveri,simbolo di generosità nei confronti dei più vulnerabili.

Per la corrispondente della tv LCI a Roma, il dono potrebbe essere interpretato come un messaggio indiretto a Macron nel corso della crisi dei migranti.

Dopo la presentazione al Papa della delegazione francese e lo scambio dei doni, il presidente e la moglie Brigitte - in abito nero ma col capo scoperto - si congedano. Stringendo cordialmente le mani del Pontefice al momento dei saluti, Macron, sorridendo, dà a Francesco una carezza sul viso.

Quindi, la delegazione d'Oltralpe va andata a colloquio col cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.

 

Macron protocanonico d'onore del Capitolo lateranense

Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla moglie Brigitte, nel pomeriggio raggiunge la basilica papale di San Giovanni in Laterano, per la cerimonia in cui prende possesso del titolo di protocanonico d'onore del capitolo lateranense, carica onoraria che spetta ai presidenti d'Oltralpe, da loro ereditata dai re di Francia.

Ad accogliere sul sagrato Macron, poi entrato in basilica attraversando la navata centrale, l'arcivescovo vicario di Roma, mons. Angelo De Donatis e tutti i canonici.

"La celebrazione inizia con un saluto del vicario; quindi c'è una preghiera e la lettura di un testo biblico - spiega padre Giuseppe Midili, direttore dell'Ufficio liturgico della diocesi di Roma - . Poi ci si sposterà nella cappella Colonna, dove Macron firmerà i documenti per la presa di possesso dello stallo di canonico".

Durante la celebrazione, Macron riceve anche un prezioso dono da parte del capitolo: una copia della croce lateranense, che gli viene consegnata da monsignor Enrico Feroci, camerlengo del capitolo nonché direttore della Caritas diocesana di Roma.

Terminato il rito, nel chiostro della basilica di San Giovanni viene mostrata la statua bronzea di Enrico IV, primo protocanonico d'onore, collocata nel portico di Sisto.

Infine la visita del presidente francese al piano nobile del Palazzo Apostolico Lateranense, con la Sala della Conciliazione e la Sala degli Imperatori.

Il titolo

Risale al medioevo la tradizione che lega basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, alla Francia, "figlia prediletta della Chiesa" fin dai tempi di Clodoveo I, e ai suoi regnanti.

Dopo che Enrico IV donò alla basilica di San Giovanni l'abbazia di San Pietro di Clairac, il capitolo, per ringraziare il sovrano, fece scolpire una sua stata in bronzo.

Inoltre, il capitolo insignì Enrico IV del titolo di protocanonico d'onore e ancora oggi, ogni anno, il 13 dicembre, data di nascita di Enrico IV, nella cattedrale si celebra la "Missa pro natione gallica".

Nell'ultima che è stata celebrata, il 13 dicembre scorso, l'arcivescovo vicario De Donatis ha ricordato le antiche tradizioni che legano la basilica alla Francia.

"Da quando il re Enrico IV ha istituito questa Messa - scrive monsignor De Donatis in un messaggio letto in francese da un diacono - essa non ha mai cessato di essere qui celebrata, richiamando la comunità francese a Roma che viene alla sede del successore di Pietro a pregare per la prosperità del proprio Paese".

Negli anni Cinquanta del XX secolo, la tradizione di prendere possesso del titolo è stata ripresa dal presidente René Coty. Ne hanno poi seguito l'esempio Charles De Gaulle, Valery Giscard d'Estaing, Jacques Chirac e in tempi recenti Nicolas Sarkozy, che ricevette il titolo il 20 dicembre 2007.

Macron: "Lavorare insieme per la pace"

"Oggi la presenza del capo di Stato francese sottolinea la volontà della Francia di approfondire le relazioni d'amicizia, di comprensione, di fiducia che noi intratteniamo con la Santa Sede, come ho evocato questa mattina con sua santità papa Francesco".

Queste le parole di Macron nel suo discorso di ringraziamento nella basilica romana di San Giovanni in Laterano per la presa di possesso del titolo di protocanonico d'onore.

"Queste relazioni - prosegue - non sono semplicemente il frutto di una storia, ma il segno di una concordia che permette di lavorare insieme in favore della pace e al servizio del bene comune".

Il presidente ricorda che dopo una settimana dall'insediamento all'Eliseo ricevette la lettera del capitolo del Laterano che lo invitava a venire a prendere possesso del titolo di canonico d'onore, e ha subito deciso di accogliere quell'invito "in nome della tradizione di concordia, di amicizia tra la Francia e il Vaticano alla quale - conclude - mi sento di aderire".

(Il Faro online)