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Cronaca Locale
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Fishing for litter, Legambiente a Ostia contro le plastiche in mare

6 luglio 2018 | 08:01
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Fishing for litter, Legambiente a Ostia contro le plastiche in mare

Parte il protocollo della Regione Lazio contro le plastiche in mare. Lanciata la nuova edizione di Comuni Ricicloni 2018, novità: la sfida per aggiudicarsi il premio “Comuni Plastic Free” 

Ostia – ll marine litter è ormai una delle due più gravi emergenze ambientali globali insieme ai cambiamenti climatici. E riguarda da vicino anche il nostro Paese. Il mare Mediterraneo, una delle aree più ricche di biodiversità al mondo, è infatti tra le sei zone di maggior accumulo di rifiuti galleggianti del Pianeta con evidenti rischi per l’ambiente, la salute e l’economia.

E quello che vediamo galleggiare sulla superficie del mare e arenarsi sulle spiagge è, purtroppo, solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso. Sono 8 milioni, infatti, le tonnellate di rifiuti che ogni anno finiscono nei mari e negli oceani del mondo. Parliamo di un camion al minuto, e di questi, almeno il 70% affonda. Il fishing for litter è l’unica attività che consentirebbe di rimuovere questi rifiuti, come attività parallela a quella della pesca.

Le tonnellate dei rifiuti che giacciono sui fondali sono per lo più plastica, danneggiano la biodiversità e se non sono raccolti sono una pericola fonte di microplastiche, fenomeno ancora più insidioso, invisibile e incalcolabile anche per la contaminazione della catena alimentare.

Un protocollo per il recupero delle plastiche in mare

Proprio nei giorni scorsi, la Regione Lazio ha firmato il protocollo con Arpa Lazio e Corepla per il recupero e riciclo delle plastiche in mare; progetto di un anno che consentirà in tutta la costa regionale la raccolta dei rifiuti da parte degli operatori della pesca, la verifica e la misurazione delle quantità e delle tipologie dei rifiuti recuperati dalle imbarcazioni.

Legambiente sarà uno dei soggetti che attuerà le fasi operative per concretizzare il recupero della plastica: verranno coinvolti pescatori, ormeggi, autorità locali e volontari, saranno posizionati i punti di raccolta e individuati i percorsi più idonei per la verifica e lo smaltimento, si struttureranno tavoli di lavoro e incontri pubblici per la diffusione delle azioni e dei risultati.

Comuni Ricicloni nel Lazio 2018

“Oggi lanciamo l’edizione Comuni Ricicloni nel Lazio 2018 – spiega Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio –, partendo anche con la nuova sfida ai rifiuti in mare. Per lo sviluppo del protocollo regionale, infatti, le fasi operative che costruiremo, consentiranno agli operatori del mare di diventando attori protagonisti del miglioramento ambientale. Nella stessa direzione andranno i nostri laboratori di educazione ambientale per i più giovani e l’istituzione del premio Comuni Plastic Free, che raccoglierà le migliori pratiche comunali per frenare la produzione di rifiuti plastici e migliorare i processi di riutilizzo, riciclo e smaltimento.

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È infatti fondamentale tenere in considerazione il flusso dei rifiuti provenienti dall’entroterra e dai fiumi, dove nel frattempo bisogna lavorare in progetti di raccolta delle plastiche, con lo strumento dei contratti di fiume. Grazie al protocollo partiremo intanto, nei prossimi giorni, con il posizionamento dei punti di smaltimento ad Ostia, Fiumicino e Terracina mirando a posizionarn in tutti i porti del litorale regionale, coinvolgendo quante più amministrazioni locali possibili”.

I centri per la raccolta, griffati con il logo ufficiale della campagna, saranno posizionati infatti, dai prossimi giorni nei primi punti coinvolti: alla Casa del Mare di RomaNatura presso la darsena del canale dei Pescatori di Ostia, nella darsena del canale di Fiumicino, nel porto di Terracina dove da settimane il circolo locale di Legambiente è partito già con la sperimentazione insieme ai pescatori e le autorità locali.

Legambiente lancia la sfida ai comuni laziali, costieri e non, di diventare “plastic free”, costruendo cioè una sinergia con le amministrazioni locali, gli operatori del mare e i cittadini, sensibilizzando e diffondendo le pratiche virtuose per frenare la produzione di rifiuti plastici e migliorare i processi di riutilizzo, riciclo e smaltimento.

Oltre al devastante impatto sull’ambiente, il marine litter ha drammatiche conseguenze sugli esseri viventi che vivono in contatto con l’ecosistema marino: l’ingestione dei rifiuti di plastica è stata documentata in oltre 180 specie marine. Senza dimenticare che, secondo uno studio commissionato ad Arcadis dall’Unione europea, il marine litter costa all’Europa 478 milioni di euro all’anno solo per i settori di turismo e pesca, mentre per pulire tutte le spiagge europee il costo stimato è di 412 milioni di euro.

La collaborazione con i pescatori

«”Il settore della pesca è uno di quelli fortemente impattati da questo problema ma anche quello che può ricoprire un ruolo da protagonista nella grande pulizia del nostro mare, ad esempio con il “Fishing for litter” – spiega Serena Carpentieri, vicedirettrice generale di Legambiente -. Un’attività che consentirebbe ai pescatori di riportare a terra i rifiuti che finiscono accidentalmente nelle reti. Una misura quanto mai necessaria che è prevista dalla direttiva europea Marine Strategy ma che in Italia è ostacolata dalle normative vigenti che necessitano una revisione per consentire finalmente che queste attività possano svolgersi regolarmente.

A oggi, infatti, a eccezione di alcuni progetti pilota i pescatori sono purtroppo costretti a ributtare in mare i rifiuti pescati. Tra questi progetti pilota c’è sicuramente quello da poco promosso dalla Regione Lazio al quale Legambiente darà il suo contributo per promuovere e valorizzare le azioni previste”.

Fishing for litter

Nell’ottica di colmare il vuoto normativo, che possa rendere una prassi le sperimentazioni sul “Fishing for litter” già avviate, c’è da segnalare la proposta di legge depositata nei giorni scorsi alla Camera dalla deputata di LeU Rossella Muroni per consentire ai pescherecci di raccogliere i rifiuti marini (Atto Camera 691). Tra gli scopi della proposta quello di dichiarare la plastica abbandonata in mare un “rifiuto solido marino” e facilitarne così lo smaltimento.

Le iniziative e le proposte da mettere in campo sono state illustrate ieri mattina a bordo di Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente che fino a venerdì 6 luglio farà tappa al porto di Ostia (Rm). Incontro al quale hanno preso parte Massimiliano Valeriani,Assessore Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio; Maurizio Gubbiotti,Presidente di RomaNatura;Roberto Scacchi,Presidente di Legambiente Lazio; Serena Carpentieri,Vicedirettrice nazionale di Legambiente; Cristiana Avenali,responsabile ufficio di scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume della Regione Lazio; Filippo Marini,Comandante della Capitaneria di Porto di Roma Capitano di Vascello (CP) i circoli Legambiente Litorale Romano e Terracina e rappresentanti di pescatori e diving della costa.

“Vogliamo contrastare l’uso della plastica nel Lazio: due giorni fa abbiamo firmato un protocollo di intesa con Corepla e Arpa per il recupero, l’analisi e lo smaltimento dei rifiuti raccolti in mare – ha dichiarato Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio -. Un obiettivo di civiltà e di sostenibilità ambientale che vogliamo perseguire con la collaborazione dei pescatori, delle associazioni ambientaliste, delle capitanerie di porto e dell’autorità portuale”

La Goletta Verde sarà al porto di Roma – Ostia fino a venerdì 6 luglio prima di riprendere il suo viaggio. Un tour – realizzato anche grazie al sostegno di CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio (La Nuova Ecologia e rinnovabili.it sono invece media partner) – che anche quest’anno ha l’obiettivo di denunciare le minacce ai mari e alle coste italiane, purtroppo da tempo ben noti, a partire dalla maladepurazione che in Italia continua ad essere un’emergenza irrisolta.