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La Brexit lacera il Governo May, cade la sterlina

Dopo Davis si dimette anche il Ministro degli Esteri, Johnson. Crolla la moneta inglese

Londra - L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea sta facendo crollare il Governo di Theresa May. Dopo David Davis, Ministro per la Brexit, anche Boris Johnson, Ministro degli Esteri, si dimette.

Ad annunciarlo un portavoce di Dowing Street: "Oggi pomeriggio il primo ministro ha accettato le dimissioni di Boris Johnson da ministro degli Esteri. Il suo successore sarà annunciato presto. Il Primo Ministro ringrazia Boris per il suo lavoro".

Questa, fa notare la stampa britannica, è  la terza uscita dall'esecutivo di Londra in polemica con il Primo Ministro May.

Il capo del Foreign Office lascia in dissenso con la linea immaginata dalla Premier per la futura relazione tra Regno Unito e Ue, un piano considerato troppo "morbido" perché contempla ancora l'unione doganale e il mercato unico.

Le dimissioni di Johnson, per tutto il giorno rimasto chiuso nei suoi uffici insieme ai suoi più stretti collaboratori, erano nell'aria e sono il tentativo di mettere in ulteriore difficoltà la May che, tuttavia, continua a difendere il suo progetto di futura relazione con l'Ue dopo la Brexit, sostenendo che essa getta le basi per negoziati con Bruxelles "responsabili e credibili".

Presentandosi dinanzi alla Camera dei Comuni, la Premier sottolinea che il Governo deve essere pronto a ogni tipo di scenario, compreso l'ipotesi che non si trovi alcun accordo.

Inoltre, la May fa sapere che nella riunione a Chequers, in programma venerdì, la proposta (per la quale si sono dimessi i due Ministri) sarà essere migliorata, ma "il tempo stringe".

In Parlamento, la May spiega poi i motivi delle dimissioni di Johnson e Davis: "Siamo in disaccordo sul modo migliore per tenere fede all'impegno comune di onorare i risultati del referendum" del giugno 2016, quando il 52 per cento dei cittadini britannici ha votato a favore dell'uscita.

Continuando a difendere la nuova strategia, che prevede nuove intese doganali con l'Unione Europea e un'apertura all'ipotesi di un'area di libero scambio con regole comuni almeno per i beni industriali e per l'agricoltura, la May spiega come questo piano punti a mantenere rapporti commerciali "senza attriti", gettando "una base responsabile e credibile" nei negoziati con Bruxelles.

Brusca inversione di rotta della sterlina, che segna un pesante deprezzamento dopo le dimissioni di Johnson: nel pomeriggio il British pound cade a 1,3279 dollari, laddove in precedenze era salito fino a 1,3364, dopo l'addio di Davis.

E su Twitter, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, commenta così le dimissioni dei due Ministri: "I politici vanno e vengono ma i problemi che hanno creato per le persone restano. Posso solo rammaricarmi che l'idea della Brexit non sia andata via con Davis e Johnson. Ma...chi lo sa?".

(Il Faro online)