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Oro 4×400, la gioia degli azzurri al Mondiale U20: “Incredibile, ce l’abbiamo fatta, l’atletica sta rinascendo”

Pazzi di felicità gli azzurrini con tante medaglie internazionali già in palmares. Gjetja, Romani e Sibilio aspettano Scotti sul traguardo per scatenare la festa. L’orgoglio di Giomi e dei compagni di squadra sugli spalti

Il Faro on line – Quando Edo Scotti taglia il traguardo fa l’aeroplanino. E l’Italia vola verso un oro che è storia dell’atletica azzurra.

Durante l’ultima frazione i suoi compagni di staffetta Klaudio Gjetja, Andrea Romani e Alessandro Sibilio sono tutti insieme a bordo pista. Si stringono la mano, bisbigliano e gridano perchè è impossibile star fermi mentre un sogno diventa realtà.

Un anno fa Klaudio, Alessandro ed Edo impazzirono di gioia per il titolo con la 4×400 a Grosseto, nell’Europeo di casa, insieme a Vladimir Aceti. Stavolta l’impresa è di quelle epiche. Interrotto il dominio degli Stati Uniti che durava dal 2002 e che solo per due volte nelle 17 edizioni iridate era stato violato (nel 1998 e nel 2000, da Australia e Giamaica).

Ci mettono del loro gli statunitensi pasticciando nel primo cambio e da lì in poi devono rincorrere. I quattro meravigliosi azzurri (tre del 1999, Scotti del 2000) cominciano a crederci. Gjetja, milanese di Busto Garolfo con origini albanesi, allenato da Massimo Sartorelli nella Pro Sesto Atletica, attacca col turbo (split ufficiale di 47.1).

Romani il napoletano, che di professione fa l’ottocentista, qui si esalta per una formidabile frazione (45.6) e lancia l’altro partenopeo, l’amico per la pelle Alessandro Sibilio (46.06), anche lui Riccardi Milano, anche lui seguito da Gianpaolo Ciappa: da tre anni è una garanzia sul podio internazionale, prima con l’oro europeo U18 di Tbilisi nei 400hs e con la staffetta mista (insieme a Romani), poi a Grosseto con l’argento U20 negli ostacoli e l’oro della 4×400.

L’ultimo frazionista, il neoprimatista dei 400 Edoardo Scotti, quarto nella prova individuale, scatta davanti a tutti ed è chiamato al compito non semplicissimo di difendersi dalle furie americane e dai britannici. Ma il lodigiano che vive a Parma, dove l’ha accolto il Cus per la gioia di coach Giacomo Zilocchi, ha le ali ai piedi. Non lo prende più nessuno (45.31).

Ad abbracciarli c’è anche il romano dell’Atl. Roma Acquacetosa Lorenzo Benati, pupillo di papà Mario, protagonista in batteria dopo il doppio oro degli Europei under 18 di Gyor. Festa per tutti. Gli azzurri sono campioni del mondo: non svegliateli!

L’inno – La mano sul cuore, l’inno di Mameli cantato da tutta la delegazione azzurra a Tampere. È la stessa immagine finale di Grosseto 2017, con la staffetta 4×400 che fa suonare “Fratelli d’Italia“, ma qui è ancora più bello, qui siamo a un Mondiale. Orgoglioso il presidente della FIDAL Alfio Giomi, in tribuna con la capitana della squadra azzurra Gabriella Dorio, il direttore tecnico delle squadre giovanili e allo Sviluppo Stefano Baldini e tutti gli azzurrini fieri dell’impresa di Gjetja, Romani, Sibilio, Scotti e Benati.

Siamo i Campioni! – Il po-po-po-po-po azzurro lo urlano nel cielo di Tampere. Inizia Gjetja: “È stato incredibile, un’emozione indescrivibile, non immaginate. Sapevamo di poter fare qualcosa di grande, abbiamo dato tutto e ce l’abbiamo fatta”. Romani: “Sono contentissimo di far parte di un team così. Non è solo merito nostro, è merito di chi ci ha fatto il tifo e di chi è stato con noi questi giorni”. Sibilio: “È stato pazzesco, quando ho visto dietro gli Stati Uniti sapevo che avremmo vinto. Dovevo dare il 200%, ho dato il 300%. L’avevamo sognato. L’atletica italiana sta rinascendo”. Scotti: “L’abbiamo aspettata tantissimo, io sono abituato a giocare ai videogiochi e ho avuto gli occhi sullo schermo, ma per sapere se stessi andando forte. Sono tornato dopo l’infortunio ed è il team migliore di sempre”.

Foto : Colombo/Fidal