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Ciudad Juarez, assassinate 11 persone in una casa

I cadaveri avevano le mani legate dietro la schiena e presentavano segni di tortura

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Città del Messico – Una banda di individui armati ha fatto irruzione in una casa di Ciudad Juárez, città messicana alla frontiera con gli Stati Uniti, uccidendo 11 persone che si trovavano al suo interno. Lo ha reso noto la tv Milenio.

La Procura generale ha reso noto che le vittime sono otto uomini, i cui cadaveri avevano le mani legate dietro la schiena e presentavano segni di tortura, e tre donne, denudate prima di essere uccise. Tutti i corpi sono stati rinvenuti a testa in giù e con colpi d’arma da fuoco in testa.

L’emittente ha poi segnalato che nella casa c’erano varie dosi di anfetamina (in gergo ‘Cristal’ e ‘El foco’) e gli inquirenti presumono che l’abitazione fosse un ‘picadero’, cioè un luogo dove la gente si riunisce per drogarsi collettivamente.

Il giorno precedente al massacro nella zona è avvenuto un duro scontro fra bande di narcotrafficanti in cui è morto Juan Arturo Padilla Juárez, conosciuto come El Genio ed uno dei leader degli Los Aztecas.

Oltre 31mila omicidi nel 2017

I casi di omicidio in Messico nel 2017 sono stati 31.174, il che equivale a un tasso di 25 vittime fatali ogni 100.000 abitanti. Lo ha reso noto l’Istituto nazionale di statistiche e geografia (Inegi). Questa cifra, rilevano i media messicani, è superiore a quella precedentemente indicata per lo scorso anno dal ministero dell’Interno di 29.168 uccisioni. Inoltre essa è più alta di quella registrata nel 2016, quando gli omicidi per 100.000 abitanti furono 20.

Le statistiche dell’Inegi mostrano che 20.049 morti sono stati causati da aggressioni con arma da fuoco, 3.840 ad armi da taglio, 3.013 con mezzi non specificati, 2.094 da aggressioni con impiccagione, strangolamento e soffocamento, e 1.043 da armi corte.

Da quando l’Inegi raccoglie questi dati, gli omicidi sono passati dai 14.006 (2008) ai 31.174 dello scorso anno.

(Il Faro online)

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