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Primo giorno sulla spiaggia sul Tevere Tiberis: bella ma tardiva e offensiva verso Ostia

La spiaggia sul Tevere è uno squarcio di bellezza in un contesto orribile. Apertura con gradimento generale ma restano dubbi sulla spesa e la rabbia della vera spiaggia ignorata, quella di Ostia

Roma – La spiaggia sul Tevere Tiberis è bella e ordinata. Tutto gratis, dai lettini agli ombrelloni, alle docce, persino ai palloni da beach volley. In tanti, forse meno del previsto, oggi l’hanno affollata ed il giudizio generale è positivo. Restano molte ombre sul costo, sui ritardi e, soprattutto, sul concomitante stato di abbandono della vera spiaggia di Roma, quella di Ostia.

Spiaggia sul Tevere

Ore 11,00 di domenica 5 agosto. Primo giorno di attività per la Spiaggia sul Tevere. Tanti giornalisti e innumerevoli curiosi armati di cellulari riprendono la scena. Una trentina di bagnanti in costume occupano tutti i lettini messi a disposizione sul tappeto di pratopronto. Sono sereni e soddisfatti: la spiaggia sul Tevere è uno squarcio di bellezza in un contesto, quelle delle golene del Tevere fuori le mura, assolutamente orribile. Basta passare dall’altra parte di Ponte Marconi per affacciarsi sul degrado e sulle roulotte abitate dai senza fissa dimora, un quadro che ha ispirato persino la produzione del film “Io sono tempesta.

Una ventina di lettini, una dozzina di ombrelloni, otto box doccia, due campi da beach volley, servizi igienici e distributori automatici  di bevande calde e fredde possono bastare a creare l’effetto spiaggia anche se aiutati da qualche vaso di fiori e palme giovanissime piantate nella sabbia? Io dico sì. L‘idea è azzeccata anche se rivolta essenzialmente alla città e non ai turisti. Realizzarla lontana dai merli di Castel Sant’Angelo o dal profilo di Ponte Sisto non attrae l’interesse dei turisti. Parigi la sua spiaggia artificiale lungo il fiume Senna l’ha piazzata tra Louvre e Museo d’Orsai. Al contrario, portare questo mini-stabilimento balneare in periferia, offre a qualche famiglia indigente l’opportunità di scegliere uno spazio naturale al posto della terrazza di casa per prendere il sole. Insomma, l’operazione tenta di riconciliare gli abitanti con un pezzo della loro città che per l’occasione è stata bonificata e riqualificata.

A che prezzo? Boh. Questo non è dato saperlo. Almeno per ora. Sul sito istituzionale non si ha traccia degli appalti. Sul posto nei giorni del cantiere è apparso un cartello che indicava in 40mila euro il costo delle opere propedeutiche ovvero allo spianamento del terreno. Il resto, così dichiarano gli amministratori capitolini, lo hanno fatto il Servizio Giardini del Comune di Roma e l’Ama. Quanto è costato portare la sabbia sul posto? E gli accessori da spiaggia? Il verde? Il noleggio dei bagni chimici? Per carità, soldi spesi nell’interesse di tutti ma scelte che non sono state condivise e, soprattutto, non sono state finora rendicontate in modo pubblico.

Presenterò un’interrogazione per avere il dettaglio dei costi – anticipa Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia in Campidoglio – Piuttosto, non si capisce il perché di un’iniziativa che arriva quasi a fine stagione. Una cosa del genere andava aperta al pubblico almeno a giugno”.

Curiosi parcheggiati e affacciati su Ponte Marconi a guardare la spiaggia sul Tevere

Curiosi parcheggiati e affacciati su Ponte Marconi a guardare la spiaggia sul Tevere

Gli stessi ritardi che hanno riguardato i servizi delle spiagge libere di Ostia, il vero mare di Roma. Ritardi che in qualche caso non verranno colmati né ora ne mai. Come denuncia la Lega in questo articolo nel quale si segnala che a Castelporziano, spiaggia libere attrezzata della quale una volta Roma andava fiera,  5 soli marinai di salvataggio devono assistere 1700 metri di costa quando le norme obbligano ad assicurare una postazione ogni 100 metri. L’ex Arca-Oda, proprio di fronte alla stazione Colombo, poi, manca di qualsiasi servizio pur essendo una spiaggia libera e gli unici che ne usufruiscono sono i senza fissa dimora che la abitano. E che dire dell’ex Faber Beach e delle frequentazioni di sbandati davanti all’ex colonia?

Perché, ci si chiede, spendere risorse per una spiaggia in riva al Tevere quando a 20 km di distanza si lasciano agonizzare gli arenili pubblici che lo stesso Comune di Roma ha in gestione?

Mentre la sindaca di Roma apre sul Tevere una striscia di sabbia, che ci vuole solo la faccia di bronzo dei grillini per chiamarla in quel modo, il mare di Roma è abbandonato nel degrado più totale – commenta a tal proposito Monica Picca, capogruppo di Fdi nel Municipio X –  I romani devono fare lo slalom tra il degrado per godersi il mare di Ostia”.