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Via libera del Senato, il Decreto Dignità è legge. Di Maio: “Cittadini 1 – Sistema 0”

A Palazzo Madama il provvedimento passa con 155 voti favorevoli, 125 no e un astenuto. Nessuna modifica rispetto al testo uscito da Montecitorio

Roma – A pochi giorni dall’ok incassato alla Camera, il Decreto Dignità diventa legge grazie al via libera del Senato. Con 155 voti favorevoli, 125 no e un solo astenuto, l’assemblea di Palazzo Madama licenzia il provvedimento che nei prossimi giorni sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Nessuna modifica è stata apportata al testo rispetto al provvedimento uscito da Montecitorio.

Non sono tuttavia mancate le polemiche. Al momento dell’annuncio del voto favorevole, i senatori del Pd hanno esposto i cartelli con su scritto “-80 mila #ByeBye lavoro”, subito richiamati dalla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati: “Non siamo all’asilo ma in un’Aula del Parlamento, per grazia di Dio”.

Di Maio: “Oggi è un bel giorno per i cittadini italiani”

Esulta il vicepremier Di Maio: “È stato approvato dopo decine di anni il primo decreto non scritto da potentati economici e lobby. È il primo decreto dopo tanti anni che mette al centro il cittadino, mette al centro gli imprenditori e i giovani precari. finalmente i cittadini segnano un punto. Cittadini 1 – Sistema 0”.

Il M5s: “Stop ad azzardopoli”

“Con il Dl dignità del ministro Luigi Di Maio, l’Italia dopo 19 anni di follie liberalizzatrici, mette un freno al dilagare di azzardopoli. Una battaglia iniziata in Parlamento nel luglio di tre anni fa dai colleghi pentastellati Giovanni Endrizzi e Matteo Mantero insieme a tante associazioni e comitati no-slot”.

A parlare sono Francesco Silvestri vice capogruppo del Movimento 5 Stelle Camera e Massimo Baroni, capogruppo in Commissione Affari Sociali. “Oggi con il Dl dignità vincono le famiglie, i commercianti e le aziende produttive che vivono di economia sana, chi vuole uno sport, un informazione ed una sanità libera dalle lobby dell’azzardo – continuano Silvestri e Baroni – Il divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni in ogni settore, uniti all’introduzione dell’obbligo di tessera sanitaria per azzardare a slot-vlt, maggiori sanzioni per chi viola la legge, la dizione ‘nuoce alla salute’ sui biglietti del ‘Gratta & Perdi’ (non si vince nulla), l’utilizzo della corretta parola ‘disturbo da gioco d’azzardo’ al posto dell’ingannevole ‘ludopatia’ (l’azzardo non è un gioco ludico), i loghi ‘no slot’ per tutti i commercianti che non azzardano, più trasparenza nei dati”.

“Sono questi i nuovi provvedimenti approvati. Il primo passo di un cammino virtuoso che dovrà continuare – concludono Silvestri e Baroni – Oggi l’Italia fa un grande passo avanti verso una società giusta, equa, che guarda al merito e non al tentar la sorte”.

Il sostegno della Caritas

La Caritas di Roma esprime apprezzamento per l’approvazione della normativa che regolamenta, in parte, il gioco d’azzardo e le scommesse sportive. Le nuove disposizioni introducono una serie di misure che mettono un freno al dilagare di un fenomeno che sempre più grava sulle famiglie italiane, soprattutto su quelle povere.

Sono infatti previsti il divieto assoluto di pubblicità e di sponsorizzazioni equiparando così le scommesse al tabacco; l’obbligo della tessera sanitaria per giocare alle slot-videolottery, una misura che consentirà, con opportuna regolamentazione, anche l’introduzione di un massimo di spesa per giocatore e il controllo più capillare del divieto per i minorenni; l’introduzione del marchio “no slot” per tutti i locali pubblici che rifiutano l’istallazione di slot-vlt; l’avvertenza “nuoce alla salute” su biglietti di lotterie istantanee, gratta e vinci, schermi slot-vlt; l’aumento delle sanzioni per chi viola i divieti.

“Finalmente – spiega monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma – il Parlamento italiano ha preso coscienza della gravità della situazione. Come Caritas ringraziamo i gruppi parlamentari e gli esponenti di governo che si sono battuti per introdurre misure così importanti. Impegno non semplice come dimostrano i numerosi tentativi falliti nel passato. Il divieto di pubblicità e il controllo dell’identità dei giocatori sono capisaldi per tutte le politiche di regolamentazione e di prevenzione del ‘disturbo da gioco d’azzardo’ che si vorranno mettere in atto in futuro”.

“Ci auguriamo – conclude il direttore della Caritas romana – che su questo tema, così come avviene in numerosi Enti locali amministrati dalle diverse forze politiche, tutti i gruppi parlamentari collaborino proficuamente e siano capaci di ascoltare la voce di quanti ogni giorno sono vicini alle famiglie che hanno perso tutto in quanto vittime del ‘disturbo da gioco d’azzardo'”.

(Il Faro online)