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L’angelo della pizza a Formia, tra applausi e scetticismo

La pizza sospesa, l'idea di Gennaro Licciardi che crea interesse e fa discutere.

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Formia – In un mondo che va sempre più di fretta, dove si fa fatica persino a guardarsi allo specchio, parlare di favole sembra anacronistico. Eppure a Formia, succede anche questo, succede che un giorni ti imbatti in una favola che ha il sapore di realtà.

Il protagonista si chiama Gennaro Licciardi – classe “61. Il suo “C’era una volta” inizia a Napoli, negli anni “80 dove trasforma il tradizionale “caffè sospeso” in una “pizza sospesa.” Da lì, però, Gennaro 2 anni fa finisce per aprire una pizzeria- “Napul’è”-  anche nel cuore della perla del sud pontino. Lì, poco tempo dopo, da il via alla stessa iniziativa che, negli ultimi giorni, nel bene e nel male, ha conquistato il web.

Raccontata in prima battuta da Fanpage, Gennaro racconta a noi de Ilfaroonline.it che la sua è una scelta quasi di vita: pizzaiolo fin dentro le ossa,  quella della “pizza sospesa” è un’iniziativa nata per aiutare le persone meno fortunate, dando così a tutti la possibilità di potersi permettere un po’ di cibo caldo.

Ancora, racconta che la sua “pizza sospesa”, approdata a Formia ormai quasi 1 anno fa, è stata accolta da uno scetticismo che, con l’avanzare dei mesi, si è fatto sempre più dilagante. Una reazione che, inizialmente, l’ha lasciato sorpreso, poiché a Napoli non gli era mai capitato. Poi, non troppi giorni fa, ha deciso che era arrivato il momento di reagire e di dimostrare ai suoi clienti che lui non aveva niente da nascondere.

Così, Gennaro una sera si reca alla stazione cittadina – uno dei suoi appuntamenti abituali per la pizza sospesa –, deciso a farsi filmare non per pubblicità, piuttosto con il preciso intento di dimostrare che non ha bisogno di raccontare bugie, che c’è chi ha fame ma, per dignità, neppure allunga una mano per chiedere un’offerta.

Nel video, si vede l’umanità disarmante di un uomo che, quando lo vede arrivare con in mano lo scatolone contenente il piccolo tesoro, lo guarda come i bambini guardano i doni sotto l’albero, la mattina del 25 dicembre e, quasi incredulo, dice “Gli angeli esistono, lei è un angelo.” Con un altrettanto disarmante sicurezza si sente Gennaro replicare: “Non sono un angelo, sono un pizzaiuolo.”

E con quello stessa frase saluta anche noi. Gennaro è un pizzaiolo, un uomo che, con un matterello in mano e un po’ di farina, ci ha ricordato quali sono le cose importanti della vita.

(Il Faro on line)

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