Seguici su

Cerca nel sito

Al fotofinish, Arianna Bridi vince l’oro nella 25 km di fondo: “Gara davvero difficile, c’ho creduto fino alla fine, dedica a famiglia e allenatore !” foto

Sempre lì la Bridi. Seconda dietro la Van Rouwendaal per poi la rimonta. Una vittoria arrivata a meno 10 centesimi dalla sua avversaria. Gara durissima e stancante. Il cuore di Arianna è stato più forte

Il Faro on line – Prenderselo lì l’oro. Il titolo. Il gradino più alto del podio. Prenderselo ad un battito di ciglia dal traguardo. Perché se riapri il occhi al momento giusto, quella mano batte proprio dove deve e quel centesimo è tutto tuo.

Così Arianna Bridi ha vinto il titolo europeo ieri. Nella maratona delle acque libere, l’atleta dell’Esercito ha fiutato l’occasione ed è stata appiccicata per tutta la gara alla regina della 5 e della 10 km, Sharon Van Rouwendaal. In scia, bracciata dopo bracciata nel Loch Lomond di Glasgow, la neo campione europea ha conquistato la vittoria più bella.

Un fondo eccezionale in stile libero e a soli 5 metri dal traguardo, seconda. E poi la rimonta. Sempre più veloce, sempre più affamata, sempre più convinta: “Posso farcela”. Probabilmente, ha pensato Arianna e quel braccio veloce ha fatto sua la piastra. E la gara. Non ha mai mollato la Bridi. In 5h19’34″6 è salita sul primo gradino del podio.

Si fa così nello sport. Si conquistano i centesimi preziosi. Si superano ostacoli interiori. Paure, sofferenze, dubbi. Tutto alle spalle. Mente svuotata dallo stress e poi vittoria. Come fosse l’ultima medaglia al mondo, nella storia degli uomini. Arianna è riuscita a fare quello, che forse tutti gli atleti sognano. Lasciare l’avversario là dietro, proprio quando lui crede di avere vinto. Metafora della vita. Lo sport. Bellezza sublime.

Bello. Come il sorriso di Arianna sul podio. Al rintoccare delle note dell’Inno di Mameli, la gioia. Una gara dura, come dice nella sua dichiarazione rilasciata subito la vittoria. Sul sito ufficiale della Federnuoto, spiega come non avesse capito subito se quella sua mano stanca avesse toccato prima, rispetto alla Van Rouwendaal e descrive la sua gara dei 25 chilometri:“E’ stata una gara durissima con onde e la muta che è una roba che proprio non sopporto. Gara davvero difficile. Sono stata brava a mantenere la calma”, dichiara appena uscita dal lago la 22enne trentina, tesserata per Esercito e RN Trento ed allenata dal tecnico federale Fabrizio Antonelli. “La parte più difficile è stata quando ci hanno raggiunto i maschi. Lì abbiamo dovuto cambiare ritmo radicalmente per cercare di restare in gruppo e sfruttare il più possibile la scia, ma soprattutto non rischiare di restare troppo staccate – continua Bridi, già bronzo iridato in carica nelle 10 e 25 chilometri, è alla prima medaglia europea sulla distanza più lunga dopo il quarto posto nel 2016 ad Hoorn dove conquistò il bronzo nella 10 chilometri olimpica – Lasciato il gruppo mi sono messa dietro ad un atleta che pensavo fosse la prima delle donne ed invece era un uomo. Con la muta è sempre più difficile riconoscersi. Gli ultimi dieci metri sono stati estremamente concitati. Il capo (Antonelli, ndr) mi ha insegnato a crederci finché non si tocca il tabellone. Effettivamente non sapevo se avessi toccato prima di Sharon (van Rouwendaal, ndr), ma avevo una bella impressione. Peraltro sapevo che durante la gara aveva commesso un errore di rotta e non sapevo se sarebbe stato punito con la squalifica. In quegli ultimi metri però non ci ho pensato e ho fatto bene. Era importante conquistare una medaglia dopo le gare in settimana dove avevo sbagliato molto e non ci ho creduto abbastanza perché i podi erano alla mia portata o comunque avrei potuto nuotare le gare diversamente, più sensate. Dedico la medaglia a famiglia e allenatore”.