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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Il Papa: “Né trionfi o miraggi di successo, la vera felicità dipende dalla nostra capacità di amare”

In piazza San Pietro l'appello del Pontefice per gli abitanti del Kerala colpiti da piogge intensissime: "Non manchi a questi fratelli la nostra solidarietà e il concreto sostegno della Comunità internazionale"

Città del Vaticano - "La felicità e l’eternità della vita dipendono dalla nostra capacità di rendere fecondo l’amore evangelico che riceviamo nell’Eucaristia", "altro che trionfi e miraggi di successo".

E' il monito che Papa Francesco lancia durante la preghiera dell'Angelus di questa domenica estiva. Ai migliaia di pellegrini che affollano un'infuocata piazza San Pietro nonostante le alte temperature, il Pontefice, spiegando il brano evangelico odierno (cfr. Gv 6,51-58), ricorda l'importanza dell'Eucaristia: "Non si tratta di un cibo materiale, ma di un pane vivo e vivificante, che comunica la vita stessa di Dio. Per avere questa vita è necessario nutrirsi del Vangelo e dell’amore dei fratelli".

E a braccio aggiunge: "E' importante comunicarsi, andare a messa e fare la comunione perché - spiega - si riceve Cristo; lui ci trasforma da dentro, ci prepara per il cielo".

"Ogni volta che partecipiamo alla Santa Messa, in un certo senso, anticipiamo il cielo sulla terra, perché dal cibo eucaristico, il Corpo e il Sangue di Gesù, impariamo cos'è la vita eterna", aggiunge il Santo Padre.

Tuttavia, davanti "all’invito di Gesù a nutrirci del suo Corpo e del suo Sangue, potremmo avvertire la necessità di discutere e di resistere, come hanno fatto gli ascoltatori di cui ha parlato il Vangelo di oggi".

"Questo avviene quando facciamo fatica a modellare la nostra esistenza su quella di Gesù, ad agire secondo i suoi criteri e non secondo i criteri del mondo", aggiunge Francesco.

"Ma Egli non si stanca di invitarci al suo banchetto per saziarci di Lui - rassicura il Pontefice -. Nutrendoci di questo cibo possiamo entrare in piena sintonia con Cristo, con i suoi sentimenti, con i suoi comportamenti".

E conclude: "L’Eucaristia ci plasma perché non viviamo solo per noi stessi, ma per il Signore e per i fratelli. La felicità e l’eternità della vita dipendono dalla nostra capacità di rendere fecondo l’amore evangelico che riceviamo nell’Eucaristia".

L'appello per il Kerala

Dopo la benedizione, il pensiero del Papa va all'India e agli abitanti del Kerala, colpita da piogge intensissime, che hanno provocato allagamenti e frane, con pesanti perdite di vite umane, numerosi dispersi e sfollati, e ingenti danni alle colture e alle case.

"Non manchi a questi fratelli la nostra solidarietà e il concreto sostegno della Comunità internazionale. Sono vicino alla Chiesa in Kerala, che è in prima linea per portare soccorso alla popolazione. Preghiamo insieme per quanti hanno perso la vita e per tutte le persone provate da questa grande calamità".

E, dopo un lungo silenzio di preghiera e l' "Ave Maria" per l'India, il tradizionale saluto: "A tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!".

(Il Faro online)