Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Montalto, sulla spiaggia si schiudono le uova di tartaruga marina – Video

Più informazioni su

Montalto di Castro – Litorale in festa per la schiusa delle uova che una mamma tartaruga della specie Caretta caretta aveva deposto agli inizi del mese scorso sulla spiaggia di Montalto di Castro, più precisamente presso lo stabilimento balneare del California Camping Village.

Intorno alle 21:30, il nido si è aperto davanti agli occhi degli uomini della Guardia Costiera (che da tre giorni stanno monitorando le uova) e di un centinaio di villeggianti.

Ben 89 le uova presente all’interno del nido, situato a circa 30 centimetri di profondità sotto la sabbia. Tanta la gioia per questo “miracolo della vita”: dopo due tentativi andati male negli anni scorsi i cuccioli hanno raggiunto il mare.

La tartaruga marina comune (detta Caretta caretta) è una specie diffusa tanto nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico quanto nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. In particolare, nel Mediterraneo, i siti di deposizione delle uova sono localizzati soprattutto nella parte orientale: Grecia, Turchia, Cipro, Libia, mentre nella parte occidentale le nidificazioni sono da ritenersi eccezionali.

In Italia, se i nidi deposti ogni anno sono solo alcune decine di unità (contro le 7 mila dell’intero Mediterraneo), i mari attorno alla penisola rivestono grande importanza per le popolazioni del bacino.

Questa specie è seriamente minacciate dall’uomo, in quanto sono sensibili a molte delle attività umane, tra cui il disturbo del turismo nelle aree di riproduzione, e la pesca accidentale.

Il Wwf stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano.

La cementificazione, il degrado delle coste e dei litorali prescelti per la nidificazione e soprattutto l’impatto con i sistemi di pesca costituiscono le principali minacce per questa specie, basti pensare alle reti a strascico, agli ami dei palangari e alle reti fisse, dalle quali un gran numero di tartarughe viene catturato accidentalmente, causando la morte di più di 40.000 tartarughe l’anno.

Inoltre la presenza di plastica soffoca le tartarughe marine: una tartaruga marina su due nel Mediterraneo ha ingerito plastica: uno studio di 10 anni ha dimostrato che il 35% degli esemplari analizzati hanno inghiottito rifiuti di questo tipo.

Alcuni esemplari avevano ingerito fino a 150 frammenti. La presenza di plastica sulle spiagge può compromettere anche le nidificazioni: la sabbia in cui mamma tartaruga depone le sue uova, in presenza di frammenti di plastica non mantiene la stessa umidità e modifica la temperatura, con ripercussioni sullo sviluppo e la schiusa.

 

(Il Faro online)

Più informazioni su