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Il Papa alle famiglie: “Siete voi la speranza del mondo”

Francesco alla "Festa delle Famiglie" di Dublino: "Non esiste una famiglia perfetta; senza l’abitudine al perdono, la famiglia cresce malata e gradualmente crolla"

Dublino - "Voi, famiglie, siete la speranza della Chiesa e del mondo! Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, ha creato l’umanità a sua immagine e somiglianza per farla partecipe del suo amore, perché fosse una famiglia di famiglie e godesse quella pace che Lui solo può dare".

E' un discorso interrotto da decine di applausi quello pronunciato da Papa Francesco al Croke Park Stadium di Dublino, dove si è svolta la "Festa delle Famiglie". In 75mila, tra famiglie, giovani sposi e coppie di fidanzati, hanno accolto il Pontefice nella terza tappa del 24mo viaggio apostolico di Bergoglio.

Musiche, balli, canti, e testimonianze di diverse famiglie, provenienti da ogni parte del mondo, hanno anticipato le parole del Santo Padre: "E’ bello essere qui! E’ bello celebrare, perché ci rende più umani e più cristiani. Ci aiuta anche a condividere la gioia di sapere che Gesù ci ama, ci accompagna nel viaggio della vita e ogni giorno ci attira più vicini a sé".

Una Chiesa di famiglie

Il Papa ricorda che le famiglie sono "la grande maggioranza del Popolo di Dio". E si domanda: "Che aspetto avrebbe la Chiesa senza di voi? Una Chiesa di statue, una Chiesa di persone sole…". Secondo Francesco, "Dio desidera che ogni famiglia sia un faro che irradia la gioia del suo amore nel mondo".

E spiega: "Dopo aver incontrato l’amore di Dio che salva, proviamo, con o senza parole, a manifestarlo attraverso piccoli gesti di bontà nella routine quotidiana e nei momenti più semplici della giornata". Questo, per il Papa, significa essere santi, quelli “della porta accanto”, ovvero "quelle persone comuni che riflettono la presenza di Dio nella vita e nella storia del mondo".

"La vocazione all’amore e alla santità non è qualcosa di riservato a pochi privilegiati, no. Anche ora, se abbiamo occhi per vedere, possiamo scorgerla attorno a noi", aggiunge il Pontefice. "Tutti sono chiamati a trovare, nella famiglia, il compimento dell’amore".

E ammonisce: "Nessuno dice che sia facile, voi lo sapete meglio di me. È come preparare un tè: è facile far bollire l’acqua, ma una buona tazza di tè richiede tempo e pazienza; c’è bisogno di lasciare in infusione! Così giorno dopo giorno Gesù ci riscalda col suo amore facendo in modo che penetri tutto il nostro essere".

La bellezza del perdono

Secondo il Pontefice, i "piccoli e semplici gesti di perdono, rinnovati ogni giorno, sono il fondamento sul quale si costruisce una solida vita familiare cristiana", poiché "ci obbligano a superare l’orgoglio, il distacco e l’imbarazzo a fare pace. Tante volte siamo arrabbiati tra di noi e vogliamo fare la pace, ma non sappiamo come".

E ribadisce; "Mi piace dire che nelle famiglie abbiamo bisogno di imparare tre parole: 'scusa', 'per favore' e 'grazie'. Quando litighi a casa, assicurati, prima di andare a letto, di aver chiesto scusa e di aver detto che ti dispiace". Ripete poi quello che aveva già detto nel pomeriggio, quando nella Protocattedrale di Dublino aveva incontrato le coppie di sposi (leggi qui): "Prima che finisca la giornata, fare la pace. E sapete perché è necessario fare la pace prima di finire al giornata? Perché se non fai la pace, il giorno dopo, la 'guerra fredda' è molto pericolosa! State attenti alla guerra fredda nella famiglia!".

"Quel che serve è uno sguardo, un bacio, una parola dolce… e tutto ritorna come prima - dice Francesco - Non esiste una famiglia perfetta; senza l’abitudine al perdono, la famiglia cresce malata e gradualmente crolla". E ancora: "I figli imparano a perdonare quando vedono che i genitori si perdonano tra loro. Se capiamo questo, possiamo apprezzare la grandezza dell’insegnamento di Gesù circa la fedeltà nel matrimonio. Lungi dall’essere un freddo obbligo legale, si tratta soprattutto di una potente promessa della fedeltà di Dio stesso alla sua parola e alla sua grazia senza limiti".

Famiglie e social media

In una società 2.0 come quella odierna, il Papa cala poi la realtà della famiglia nel contesto digitale: "I social media non sono necessariamente un problema per le famiglie, ma possono contribuire a costruire una “rete” di amicizie, solidarietà e mutuo sostegno. Le famiglie possono connettersi attraverso internet e trarne beneficio. I social media possono essere benefici se usati con moderazione e prudenza".

E spiega: "Voi, che partecipate a questo Incontro, formate una 'rete' spirituale, una trama di amicizia; e i social media possono aiutarvi a mantenere questo legame e allargarlo ad altre famiglie in tante parti del mondo". Ma avverte: "È importante, tuttavia, che questi mezzi non diventino mai una minaccia alla vera rete di relazioni di carne e sangue, imprigionandoci in una realtà virtuale e isolandoci dai rapporti concreti che ci stimolano a dare il meglio di noi stessi in comunione con gli altri".

Per il Pontefice, le famiglie devono "interrogarsi sul bisogno di ridurre il tempo che spendono per questi mezzi tecnologici, e di spendere più tempo di qualità tra di loro e con Dio. Quando, a tavola, invece di parlare" "ognuno ha il telefonino e si connette" "è pericoloso", "perché ti toglie dal concreto della famiglia e ti porta a una vita senza consistenza".