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Ponte della Scafa, niente Consiglio congiunto tra Ostia e Fiumicino

Consiglio congiunto impossibile per i differenti livelli amministrativi. Il silenzio del Campidoglio. La preoccupazione dei vigili urbani

Ostia – Non si farà il Consiglio congiunto sull’emergenza del Ponte della Scafa tra il Comune di Fiumicino ed il X Municipio. I due diversi livelli amministrativi rendono incompatibile l’assemblea: il Parlamentino di Ostia non ha poteri decisionali e non può surrogare il Comune di Roma.

La proposta di riunire il Consiglio comunale di Fiumicino e quello municipale di Ostia era venuta dalla presidente del X, Giuliana di Pillo. Ed è stata smentita. E’ emerso questa mattina in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere municipale Andrea Bozzi delle liste civiche Ora e Un sogno comune. “La notizia – segnala Bozzi – ci è stata fornita dal M5S in riunione dei Capigruppo. Il motivo è semplice: loro sono un Comune e noi no. Allora o noi invitiamo il Sindaco e i consiglieri di Fiumicino da noi come ospiti-relatori o, viceversa, noi consiglieri del X partecipiamo a un Consiglio Comunale di Fiumicino, ma come “uditori”. Questo è il primo problema, che la dice lunga su quanto ci penalizzi il non essere “Autonomi” come i nostri “cugini” al di là del ponte interrotto (semmai vi servissero ancora riprove per capirlo). Ma, dal mio punto di vista, c’è di peggio. I giorni passano e la Sindaca Raggi è tornata dalle vacanze, ma ancora non ha mai parlato della drammatica situazione di mobilità che coinvolge tutta la nostra comunità, circa 250mila cittadini, molto dei quali l’hanno pure votata. Ma non parla neppure l’assessore ai LLPP Gatta. E non dicono nulla neppure i due consiglieri capitolini del M5s che giusto un anno fa annunciavano trionfalmente l’inizio lavori del nuovo ponte a inizio 2018 (vedi sotto), con un iter già fissato e che avrebbe visto evidentemente superato tutte le problematiche emerse dal 2009, cioè ritrovamenti archeologici e ricorsi ditte perdenti. Ma, allora, cosa è accaduto in questo anno? Che fine ha fatto il Campidoglio? Perché non parla più nessuno, lasciando il Municipio da solo? Per questo ho chiesto formalmente che oltre alla Regione Lazio e ad Astral, vengano convocati anche la Sindaca Raggi, l’assessore Gatta e i due consiglieri, di cui allego nota stampa ufficiale di un anno fa. Spero che la maggioranza del Municipio X accolga il mio invito e che, a loro volta, Sindaca & Co. vengano a rispondere delle loro responsabilità e a spiegarci cosa è stato fatto in un anno “da Roma” (forse un bel niente?) e come si intende procedere. Altrimenti faremo solo chiacchiere, polemiche e documenti magari anche virtuosi e condivisi che dal Municipio, però, non potranno che essere buone intenzioni, senza efficacia diretta. Vogliamo prendere in giro i cittadini?”.

In ogni caso dal Comune di Fiumicino chiariscono che il 31 agosto l’assemblea si terrà ugualmente per dare un senso politico ed emettere una nota congiunta tra X Municipio e Consiglio comunale.

Lo stato del cemento armato nella piattaforma del Ponte della Scafa

Lo stato del cemento armato nella piattaforma del Ponte della Scafa

La situazione irrita sempre più anche i vigili urbani del gruppo Roma X Mare. La Segreteria Cisl Enti locali ha presentato un esposto sul trattamento riservato alla polizia locale riguardo al Ponte della Scafa. “Con l’esposto della Segreteria CISL enti Locali a firma del Segretario Cosentino – denunciano Raffaele Paciocca RSU Cisl FP e Andrea Venanzoni Dirigente Cisl FP – prosegue fermamente la nostra azione sindacale di stigmatizzazione di una gestione della chiusura del Ponte della Scafa oggettivamente deficitaria e che sta esponendo il personale delle Polizie Locali di Fiumicino e di Roma, segnatamente del X Mare, a responsabilità e rischi. Sin da subito avevamo rilevato a mezzo stampa come mancassero indirizzi operativi, disposizioni chiare, decisioni formali da parte degli organi istituzionali competenti, e come di conseguenza gli ufficiali e gli agenti dislocati alle chiusure del Ponte fossero stati costretti a vivere operativamente alla giornata e ad assumere decisioni gravide di potenziali conseguenze esiziali, rimesse in buona sostanza al singolo operatore. Situazione paradossale posto che si sono accavallati incontri e riunioni tra organi amministrativi, riunioni da cui sarebbero emerse deroghe alla iniziale ordinanza di chiusura, deroghe però mai formalizzate in un testo normativo e rimesse a mere comunicazioni. Questa chiusura impatta sulla viabilità e sulla vita di centinaia di migliaia di persone, e taglia fuori non solo l’Aeroporto ma anche i presidi sanitari, con tutte le gravissime conseguenze facilmente immaginabili. Stigmatizziamo altresì nella maniera più forte la mancata formalizzazione di indirizzi operativi da fornire al personale impegnato in chiusura”.

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“Spiace poi molto dover constatare – proseguono Paciocca e Venanzoni – dalle parole del vice capo di gabinetto di Roma Capitale in una sua lettera indirizzata al Comando Generale, che mentre i colleghi sul posto dovevano e devono fronteggiare pendolari inferociti, mettendo a repentaglio la loro incolumità fisica e giuridica, nessun dirigente del Corpo partecipava alle riunioni tra istituzioni”.

“Infine – concludono i sindacalisti dei vigili urbani – rileviamo il mancato, assoluto, coinvolgimento delle sigle sindacali cui una sia pur minimale informativa sarebbe stata dovuta e che avrebbero potuto fornire con la loro esperienza un contributo a questa situazione davvero difficile per cercare di lenire anche l’impatto sulla vita della cittadinanza. Questa mancanza di interlocuzione non giova a nessuno, di sicuro non ai lavoratori messi a rischio su strada e chiamati a sopperire alle carenze delle varie amministrazioni né alle decine di migliaia di cittadini pendolari”.