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Russo D’Auria: “Prevenzione a Fiumicino? Parola abusata e non usata”

Viabilità, canali, sicurezza, erosione: tanti convegni ma nessun atto concreto e risolutivo.

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Fiumicino – “E’ triste doverlo constatare, ma la parola prevenzione è stata usata e abusata negli anni senza mai trasformarsi in atti concreti”. A parlare è Mario Russo D’Auria, leader di Gil, Gruppo indipendente libero per Fiumicino.

“Mi riferisco a tutti i livelli istituzionali, gli enti collegati, le società di gestione dei servizi sui territori. Fiumicino, in questo senso, è la cartina di tornasole, e non c’entra solo il Comune – di diversi colori, visto che affondiamo nel passato – ma di tutti coloro che hanno in qualche modo responsabilità

Viabilità

Partiamo dal Ponte della Scafa, dove evidenti sono le criticità tanto da dover oggi essere chiuso. Ma dove stavano gli enti preposti al controllo negli anni? Perché non hanno fatto nulla, fino ad accorgersi che è (forse) troppo tardi? Vogliamo parlare dell’allarme che lanciammo due anni fa sul viadotto dell’Aeroporto e del quale ancora oggi nessuno parla?

Canali

L’alluvione di qualche anno fa – prosegue Russo D’Auria – fu in parte provocata dalla mancata manutenzione dei canali e delle idrovore. Nel frattempo il Consorzio non ha fanno nulla di concreto. E’ stato il Comune a mettere mano al portafogli per la sostituzione delle idrovore, ma comunque la situazione è insufficiente, e sulla manutenzione dei canali siamo ancora carenti. Nessun intervento preventivo e strutturale che elimini il rischio.

Sicurezza

Da anni chiediamo più forze dell’ordine, per presidiare meglio il territorio, eppure non ci sono mai stati i soldi per esaudire queste richieste. Ci si dice che i numeri non giustificano l’impegno, salvo dimenticare che ormai in molti nemmeno denunciano più, tanto non serve a nulla. Una prassi sbagliata, sia chiaro, ma reale. E poi ci accorgiamo di esistere “sotto attacco” quotidianamente.

Erosione

Altro capitolo triste. Negli anni si sono susseguiti con colpevole ritardo da parte della Regione interventi tampone per contrastare l’erosione. Il risultato? Alcune spiagge di Fregene non esistono più, i soldi sono stati spesi e il problema non è stato risolto. Perché non pensare a fare opere di prevenzione, strutturali, invece di buttare letteralmente in mare il denaro pubblico?

Sono solo alcuni degli esempi in cui, a dispetto di convegni su ognuno dei temi trattati, la parola “prevenzione” sia sempre rimasta sulla carta, mentre quella “emergenza” sia sempre stata invece il motore delle azioni concrete. Bisogna invertire la tendenza, se vogliamo salvare il nostro paese, che lo si scriva con la p minuscola o con quella maiuscola”.

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