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Luigi Muzzarelli, il ricordo e i ringraziamenti

8 settembre 2018 | 13:27
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Luigi Muzzarelli, il ricordo e i ringraziamenti

I ringraziamenti della famiglia per l’affetto dimostrato nell’ultimo saluto a Luigi Muzzarelli. Il ricordo di Alberto Sugaroni

Ostia – Celebrati i funerali di Luigi Muzzarelli, i familiari ringraziano quanti hanno partecipato all’immenso dolore per la sua perdita e gli amici lo ricordano con grande affetto.

Luigi Muzzarelli

Luigi Muzzarelli nella foto scattata da Alberto Sugaroni

“La famiglia Muzzarelli, non potendolo fare singolarmente,  ringrazia quanti hanno voluto esserle vicino in questo triste momento nel dare un ultimo saluto a Luigi” è il messaggio diffuso dai familiari del ristoratore, amato dai più grandi registi e attori degli anni Cinquanta e Sessanta.  Al cordoglio dei familiari si uniscono anche Dario e Danilo Lorenzetti, che hanno allestito le esequie, e tanti altri amici. Tra questi anche Alberto Sugaroni, del quale pubblichiamo il ricordo che segue.

“Quando se ne vanno delle persone che rappresentano pezzi di vita, oltre al dispiacere, si fanno i bilanci e si pensa e si ripensa a quanto si è stupidi a dare per scontato che stanno tutti lì pronti ad aspettarci: Luigi, è stato testimone di serate spensierate sempre presente nelle mie cene in solitaria, discreto, ma brillante e simpatico quando ero accompagnato da amiche, fidanzate, moglie: mi raccontava della sua vita, di quanta fatica c’era voluta per costruire un sogno chiamato Sporting. Un sacrificio enorme, una vita dedita al lavoro. E si parlava per ore, del suo Paese, dei suoi compaesani venuti ad Ostia a cercar fortuna, del suo giardino che per anni ha curato con dedizione, dei suoi progetti di ampliamento, poi divenuti realtà. Negli ultimi anni era stanco, non tanto da non essere sempre presente al fianco dell’instancabile Rita: entravo al locale ed era lì, sotto la scala di accesso al ristorante con le sue cuffie e il notiziario a loop, meno operativo degli anni passati, ma sempre sul pezzo: bastava quella rampa di scale e un’occhiata in sala per capire che era tutto a posto. Ecco, se c’è una cosa di cui oggi mi rammarico è di non aver dato più tempo all’ascolto dei fantastici racconti di Luigi e questo, ahimè è un problema ricorrente, sempre di più con le nuove tecnologie che ci fanno essere ovunque ma non dove dovremmo, tant’è che complici i social e la sua tv, negli ultimi anni parlavamo meno. Questa sera, ho io un ricordo da raccontare: marzo 2003 ci fu una tempesta perfetta e il mare salì fin sotto ai locali del ristorante: la mattina dopo mentre percorrevo via mare la distanza verso lo Sporting, scavalcando reti di recinzione perchè il mare era così forte da non consentire il facile passaggio pensai: chissà Luigi…sarà nero! E invece, arrivato allo Sporting lo trovai come sempre, sorridente e sereno, nonostante il racconto del giorno prima quando l’acqua alta 10 cm aveva invaso il locale. Non era rassegnato, ma rispettoso di un evento naturale, perchè mi disse ‘la natura non la fermi’. Dopo aver chiacchierato un pò deciso a tornare, scavalcai la rete e lui si affacciò dalle cannucce per salutarmi, avevo con me la macchina fotografica, alzai la mano nel cenno di saluto, poi mi fermai, tornai indietro e scattai una foto a cui ne seguirono altre…gli chiesi di mettersi sulla sua nave e di guardare verso l’orizzonte”.