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Sul nuovo Ponte della Scafa niente pista ciclabile

Presentato dal SIMU in X Municipio il progetto del nuovo Ponte della Scafa. "Così com'è quest'opera è un'occasione persa": contestazioni anche da Labur

Ostia – Sconcerto e amarezza: il nuovo Ponte della Scafa non prevede la pista ciclabile ed ha gravi incertezze sui tempi della cantierizzazione. Senza la ciclovia si tratta di “un’occasione mancata” che, per il consigliere Andrea Bozzi, lascia fuori Ostia dai percorsi del cicloturismo. Ancor più severo il giudizio tecnico dell’urbanista Paula Felipe Dejesus del laboratorio Labur.

Finalmente abbiamo potuto visionare per la prima volta, a nove mesi dal nostro insediamento in Municipio X, il progetto del nuovo “Ponte della Scafa” e quello che abbiamo appreso è sconcertante. L’opera infatti non prevede alcun collegamento ciclopedonale, ma solo carreggiate per le auto. Una Capitale come Roma, evidentemente lontana anni luce dalle Capitali Europee più moderne partorisce con lentezza una grande opera che vedrà luce forse nel 2020 e che non prevede passaggio di perdoni o di ciclisti da e verso Fiumicino, laddove non esistono altri collegamenti possibili. Così si vuole rilanciare il turismo, che nel cicloturismo vede una voce importante, e in questo modo si intende scoraggiare l’utilizzo delle auto in un’area ampiamente congestionata dal traffico? Una follia. Proporrò in Consiglio un documento che impegni la Presidente Di Pillo a battersi verso la Sindaca, se ne avrà la forza e le capacità, per far modificare il progetto, sperando che sarà una battaglia anche della maggioranza M5S che in commissione è apparsa del nostro stesso parere“. E quanto dichiara Andrea Bozzi capogruppo delle liste civiche “Ora” e “Un Sogno Comune“.

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Per il resto – aggiunge Bozzi – abbiamo appreso dal Simu, a mia domanda, che l’importante area di Tor Boacciana non verrà compromessa, ma che anzi sarà valorizzata e in un certo modo ricongiunta a quella degli scavi di Ostia Antica, con un’opera che toccherà l’altezza di 18 metri e che darà una visibilità paesaggistica maggiore di quella dell’attuale ponte della Scafa, il quale non si sa ancora se una volta realizzato il nuovo ponte verrà abbattuto o meno. Altro tema importante questo, come l’ipotesi di un nuovo ponte a Dragona che va assolutamente rilanciata. Mi auguro che il Campidoglio, che ha i veri poteri, supporterà in questa importantissima progettualità per la città del futuro un Municipio che può realizzare solo documenti di indirizzo politico, spesso fini a se stessi e che troppo spesso sembra invece dimenticato dalla Sindaca Raggi e dalla sua giunta“.

Ancora più pesanti le osservazioni dell’urbanista Paula Felipe Dejesus, portavoce del laboratorio urbanistico Labur che ha preso parte alla seduta. “Il Direttore del Lavori per il Nuovo Ponte della Scafa, Ing. Christian Miceli (S.I.M.U.), che non ha saputo rispondere alla mia domanda rivelando di non conoscere nemmeno i documenti che lo riguardano, ha comunicato che: 1) Il progetto esecutivo del Nuovo Ponte della Scafa sarà consegnato a Maggio, quindi quanto affermato dall’Assessore Meleo (apertura cantiere a Marzo) non è vera; 2) Non ci sarà alcun abbattimento del vecchio ponte della Scafa, ovviamente, ma per un’ora non si è parlato d’altro con lui” denuncia Dejesus. “Per quanto concerne le sue competenze (in qualità di Direttore Lavori), l’Ing. Miceli non ha saputo dirmi nulla sulla cantierizzazione – prosegue l’urbanista di Labur – Dal progetto esecutivo risultano tre fasi di cantierizzazione che utilizzeranno l’esistente Ponte della Scafa per una viabilità alternativa. La fase più critica, secondo i loro documenti, sarà la seconda fase di cantierizzazione che comporterà nuovamente un senso unico alternato sull’esistente Ponte della Scafa come oggi (ma Miceli non lo sa e chiede a me dove l’ho letto). Per quel periodo, come ha riferito Astral spa, sarà avviato un severo intervento sul viadotto della Scafa e, secondo la Regione Lazio, avrà inizio il trasferimento di competenze di via della Scafa dalla Regione Lazio all’ANAS. Il Comune di Roma è la stazione appaltante dei lavori e avrà la responsabilità delle disposizioni sul traffico su entrambi i lati del ponte, da fornire ai corpi di Polizia Municipale di Roma e Fiumicino. In tutta questa complessa situazione l’attuale Ponte della Scafa avrà un ruolo decisivo non solo per la mobilità ma soprattutto per la logistica del cantiere e per il movimento sopra di esso dei mezzi pesanti. Quali garanzie dunque dà la SIMU? Non si sa, perché sull’argomento non ho ricevuto risposta in Commissione, alla quale ho consegnato un documento con le problematiche sollevate“.