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Roma-Chievo 2-2, e Olsen regala un punto alla Roma

Il miglior modo per preparare la sfida col Real Madrid era quello di battere il Chievo Verona neo finelista, nel senso di ultimo della lista, grazie alla fresca penalizzazione arrivata in settimana.

Il Mister lo aveva detto che oltre ad aver dato del filo da torcere alla Juve, aveva anche fatto un’ottima figura con la Fiorentina e pertanto era una squadra da prendere con “le molle”. E’ passato l’angelo e ha detto: “Amen!”

Tutto lasciava pensare che finalmente gli uomini di Di Francesco riuscissero ad ottenere la prima vittoria all’Olimpico visto il doppio vantaggio. Il ritorno al 4-3-3 aveva ridate quelle certezze che il Mister si sentiva in dovere di restituire alla squadra, come dichiarato nella conferenza stampa pre-match, lasciando in panchina De Rossi, la cui non titolarità era stata ipotizzata, ed El Flaco Pastore.

Buoni i primi trenta minuti, certificati di due gol, ottimo il cross di Florenzi per il primo gol di El Shaarawy come la difesa della palla di Dzeko che gli ha poi permesso di smarcare Cristate che così realizzava il suo primo gol all’Olimpico. Si è rivista una maggiore fluidità nei movimenti, più gambe, un rincuorante inizio di ritrovata identità, poi null’altro da segnalare.

Partita, apparentemente, sotto controllo, dopo di che il buio tranne una bella imbeccata del Faraone che Pellegrini in scivolata tenta di trasformare in gol senza successo.

Mentre Birsa, dal sinistro educatissimo, poggia la palla sotto il sette alla destra di Olsen che nonostante allarghi le ali il più possibile tocca la palla ma non riesce ad impedire il gol, verso il 78mo la partita prende un’altra direzione. Il Chievo, sicuramente molto più affamato, ha tentato il tutto e per tutto sfruttando le insperate praterie sulle corsie laterali.

E’ qui che inizia il contributo fondamentale di Olsen. Prima evita l’autogol di Kolarov con una reazione felina, anche se ritarda solo di qualche secondo il pareggio del Chievo con Stepinski che realizza, da vero centravanti, il gol con una rotazione di 360°, sfruttando una situazione da “prego s’accomodi” gentilmente offerta dalla difesa giallorossa.

E poi ? D’accordo Olsen avrà pure evitato l’autogol e quale sarebbe il suo contributo fondamentale? Semplice, allo scadere della partita un piccoletto, che si chiama Giaccherini, fa partire un diagonale verso il sette alla sinistra di Olsen che con le punta delle dita sfiora il pallone quanto basta per salvare la porta dal gol beffa e quindi il punto del pareggio. Non è affatto poco !

Olsen ed El Shaarawy i migliori, il resto dei giocatori scesi in campo, troppo poco affamati per prestare attenzione che, ahimé, questi punti persi saranno sanguinosi.