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Celibato facoltativo: la proposta dei preti australiani come rimedio alla pedofilia nella Chiesa

Contraria la Conferenza Episcopale Australiana: ha accettato di sollevare la proposta con il Vaticano, ma ne difende l'obbligo

Sidney – Il preti cattolici australiani hanno risposto all’ “esperienza di catarsi” della Commissione nazionale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi di pedofilia, proponendo la possibilità di matrimonio per i sacerdoti, e chiedendo che tale proposte sia presentata al Vaticano dai Vescovi australiani.

I dati della Commissione d’inchiesta, che per oltre due anni ha indagato su chiese, enti di beneficenza, governi locali, scuole, organizzazioni comunitarie e polizia, indicano che il 7% dei preti cattolici d’Australia è stato accusato di aver commesso abusi su minori e che dal 1980 in poi 4.444 persone hanno denunciato abusi sessuali su minori, commessi da preti o religiosi di 93 entità della Chiesa cattolica australiana.

Il Consiglio Nazionale dei Sacerdoti, dopo una conferenza che ha esaminato le conclusioni e le raccomandazioni della Commissione d’inchiesta, ha presentato le sue proposte all’Assemblea Plenaria della Chiesa Cattolica australiana, chiedendo anche che ai preti che hanno lasciato la chiesa per sposarsi sia consentito di tornare al ministero.

Propone in particolare che i preti sposati siano assegnati in aree remote del paese, dove la scarsezza di sacerdoti è cronica. “La maggioranza dei sacerdoti è in favore del celibato facoltativo e ad aprire il sacerdozio agli uomini sposati”, ha detto il presidente del Consiglio dei sacerdoti, padre James Clarke.

I molti preti che hanno lasciato la vocazione perché trovavano “troppo oneroso” l’obbligo del celibato rappresentano una grave perdita per la Chiesa, ha osservato. “Vi sono molti dei nostri ex sacerdoti che sono sposati e che amerebbero tornare alla Chiesa se potessero”.

La posizione dei sacerdoti è in contrasto con quella della Conferenza Episcopale Australiana, che nella risposta alle raccomandazioni della Commissione d’inchiesta ha accettato di sollevare la proposta del celibato facoltativo con il Vaticano, ma ne difende l’obbligo come “una pratica positiva e da tempo consolidata nella Chiesa”.

Padre Clarke tuttavia si dice “non soddisfatto” della posizione dei vescovi riguardo al celibato, e sostiene che la questione “non può più essere ignorata e ha davvero bisogno di essere investigata a fondo”.

“Se la Conferenza Episcopale Australiana dicesse a Papa Francesco che vi sono molte comunità remote a cui è negata l’eucaristia e che vorremmo l’opportunità di ordinare uomini sposati idonei, noi crediamo che Sua Santità direbbe di sì”.

(fonte Ansa)