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Giuliana Di Pillo: “Ostia Comune favorisce la mafia”. Andrea Bozzi: “Lo dica al ministro Salvini”

Botta e risposta sulla presa di posizione della presidente Di Pillo contro l’ipotesi di Ostia Comune. L’autonomista Bozzi: “Agisce come i vecchi partiti”

Ostia Comune rende questo territorio ancora più fragile ed esposto agli interessi particolari di criminali e di mafiosi”. Parola di Giuliana Di Pillo, presidente del X Municipio, che boccia la posizione autonomista del vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Affermazioni, quelle della mini-sindaca, che scatenano la risposta furiosa del consigliere municipale autonomista, Andrea Bozzi delle liste “Ora” e “Sogno comune”.

La presidente Giuliana Di Pillo, dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini sul diritto dei residenti di Ostia di rivendicare autonomia e indipendenza, ha pubblicato sul suo profilo facebook la sua posizione riguardo al tema affermando la netta contrarietà a Ostia Comune. “Il X Municipio è Roma e resta Roma, non servono dichiarazioni secessioniste, improvvisate, soprattutto quando non si conoscono le dinamiche e la struttura demografica del territorio – sostiene Di Pillo accompagnando la nota con le insegne istituzionali del X MunicipioChi cerca attraverso proclami separatisti, di creare false illusioni nei cittadini del X Municipio, sta solo tentando di portare avanti politiche vecchie, come i due referendum già bocciati nel 1989 e nel 1999. Non si può prescindere da un’economia su larga scala, per adottare un sistema economico ridotto che, tra le altre cose, ha limiti territoriali diversi da quelli attuali oltretutto senza averli nemmeno concordati con i cittadini. A livello territoriale invece, i consulenti del comitato promotore Ostia Comune, che incoraggiano spinte separatiste sono gli stessi che in passato hanno lavorato con le precedenti giunte fallimentari del X Municipio e rappresentano il vecchio che avanza, o meglio quello che del vecchio è rimasto e che tecnicamente non dicono nulla di nuovo. Dividere e frammentare un territorio che è ormai omogeneo e parcellizzare del tutto le competenze significherebbe non solo rinunciare ad una serie di importanti risorse, ma anche isolare il nostro importante quadrante, rendendolo così ancora più fragile ed esposto agli interessi particolari di criminali e di mafiosi”.

La presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo

La presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo

Il mare è di Roma – conclude Di Pillo – Ostia e tutti i quartieri del X Municipio sono di Roma, restano realtà della Capitale d’Italia e nessuno potrà soffiare su di essi venti secessionistici”.

Durissima ma sempre venata di ironia la replica di Andrea Bozzi, consigliere municipale delle liste autonomiste “Ora” e “Sogno Comune”. “Finalmente la Presidente Di Pillo rompe il letargo e prende posizione sulla richiesta di Autonomia di una parte considerevole dei cittadini del Municipio X – dichiara Bozzi – Peccato che lo faccia con un bizzarro comunicato in cui, tra l’altro, sostiene che ‘dividere e frammentate un territorio significherebbe isolare il nostro quadrante, rendendolo ancora più fragile ed esposto a interessi criminali e mafiosi’. Ma a sostenere l’esigenza di dotare il mare di Roma dell’Autonomia è appena stato, tra i tanti, proprio il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, in occasione della festa della Polizia di domenica scorsa tenutasi al Pontile. Dunque l’esponente del M5S locale, partito che sta al Governo con la Lega, sta forse insinuando che Salvini vorrebbe favorire criminali e mafiosi?“.

Andrea Bozzi, consigliere X Municipio liste autonomiste Ora e Sogno Comune

Andrea Bozzi, consigliere X Municipio liste autonomiste Ora e Sogno Comune

Inoltre – aggiunge Bozzi – la Di Pillo definisce i fautori dell’Autonomia ‘collaboratori delle vecchie giunte’, nonché il ‘vecchio che avanza’, tanto per gettare su di loro un po’ di fango. Peccato che nel 1999 furono proprio i vecchi partiti a boicottare il Referendum, schierandosi all’ultimo tutti per il No. Nello stesso comunicato pubblicato anche sulla sua pagina istituzionale su Fb – continua – si chiede addirittura di non parlare più di autonomia, come se la Presidente potesse decidere cosa devono dire i cittadini e quando e come se non ci fosse un consigliere eletto democraticamente come me proprio per arrivare all’Autonomia . Un delirio di onnipotenza, spero involontaria, che confligge con la pochezza dell’attività di governo della sua amministrazione e della sua squadra pentastellata, che, evidentemente considera società civile solo quelli che sostengono il loro partito“.

Se la Presidente vuol fare un confronto serio sul tema dell’Autonomia e del riassetto istituzionale delle aree metropolitane, a partire dalla Capitale – conclude l’esponente civico e autonomista – che sta montando ormai da qui, alla Regione, fino al Governo, lo faccia in modo serio, argomentando ciò che ora definisce in termini incredibilmente superficiali e gravemente offensivi per una gran parte dei cittadini che lei dovrebbe rappresentare sempre e comunque, al di là degli schieramenti” conclude Bozzi.