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Regione Lazio, scongiurata la chiusura dei Ppi

Con l'approvazione dell'odg presentato dal Presidente della commissione sanità, la chiusura dei punti di primo intervento è scongiurata per almeno 1 anno.

Regione Lazio – Buone notizie per i consiglieri regionali della provincia di Latina che, in questi mesi, al fianco dei sindaci coinvolti, si sono battuti per ottenere questo risultato: scongiurata, per almeno 1 anno, la chiusura dei punti di primo intervento della Regione Lazio.

A darne notizia, sui suoi canali social, è il consigliere regionale pontino  – nonché presidente della commissione Sanità – Giuseppe Simeone, che scrive: “Approvato all’unanimità, con il parere favorevole dell’assessore regionale alla sanità, l’ordine del giorno sottoscritto da molti consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, che ho presentato per scongiurare la chiusura dei punti di primo intervento nella provincia di Latina e nel Lazio.

Il nostro compito, a partire dal presidente Zingaretti, ora è quello di rimboccarci le maniche per colmare le lacune esistenti nella sanità del nostro territorio definendo il futuro di ogni singolo presidio del Lazio, puntando al suo potenziamento e valorizzazione all’interno della rete di emergenza sanitaria territoriale e scongiurando qualsiasi depotenziamento dei già esigui servizi esistenti.

La chiusura dei punti di primo intervento, come emerso con prepotenza anche nella commissione regionale sanità che ho l’onore di presiedere nel corso dell’audizione dei sindaci interessati, inficerebbe ulteriormente la già fragile assistenza sanitaria territoriale privando alcune aree di qualsiasi riferimento assistenziale. I Punti di primo intervento rappresentano un riferimento nell’erogazione di servizi di emergenza urgenza e nello svolgere il ruolo di catalizzatori di migliaia di utenze che in loro assenza andrebbero ulteriormente a intasare i pronto soccorso degli ospedali già in costante sovraffollamento.

Senza una rete assistenziale efficiente e capillare l’unico risultato che si raggiungerebbe con la loro chiusura sarebbe quello di ingolfare ancora di più i pronto soccorso, molti dei quali vivono condizioni al limite del collasso, diventati sempre più spesso scenari di aggressioni, esasperazioni e proteste da parte degli utenti. Questo ordine del giorno si fonda sulla consapevolezza che la sanità non può essere un salto ad ostacoli. Deve essere- conclude la nota- assistenza, diritto alla cura, copertura dei servizi su tutto il territorio.”

In vista dell’auspicata uscita dal commissariamento della sanità regionale – previsto per gennaio 2019 – il compito della Regione, fa sapere quindi, Simeone è quello di rimodulare la programmazione dell’assistenza sanitaria territoriale, colmando le lacune accumulate negli ultimi anni e garantendo un servizio efficace ed efficiente.

“Ora, in attesa che il ministro Grillo risponda alla richiesta, avanzata, anche su nostra sollecitazione, dall’assessore D’Amato, di procedere a una rivisitazione della disciplina sui Punti di primo intervento e una modifica, in tal senso, del decreto ministeriale sugli standard dell’assistenza ospedaliera, abbiamo compiuto un importante passo avanti. Ora continueremo a mantenere alta l’attenzione affinché questo ordine del giorno trovi, nell’azione del Presidente della Regione, atti consequenziali e risolutivi.”

(Il Faro on line)