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Pedofilia nella Chiesa, il cardinal Marx: “Abolire il celibato non è una soluzione”

L'arcivescovo di Monaco: "Rivedere il Codice di Diritto Canonico". E sul caso VIganò: "La Santa Sede farà chiarezza"

Città del Vaticano – Aprire una discussione sul Diritto Canonico per verificare che le sue norme siano adeguate nel trattare i casi di abusi sessuali e gli scandali finanziari nella Chiesa.

E’ la proposta che arriverà da parte del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e presidente della conferenza episcopale tedesca, sul tavolo del vertice straordinario dei presidenti delle conferenze episcopali mondiali convocato da Papa Francesco a febbraio in Vaticano per discutere della piaga della pedofilia.

Marx ha lanciato la proposta nel suo intervento alla sessione inaugurale del primo master interdisciplinare sulla “Salvaguardia dei minori” promosso dal Centro per la protezione dell’Infanzia della pontificia università Gregoriana.

“L’ultimo codice di diritto canonico – ha spiegato poi parlando con i giornalisti – è del 1983, quello precedente è degli anni ’70. Dobbiamo vedere come abbiamo affrontato le questioni degli abusi sessuali e finanziari e capire se abbiamo gli strumenti buoni, appropriati per affrontare queste cose”.

Una discussione che potrebbe aprire anche a una modifica del codice nel senso di adeguarlo all’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria previsto dalle linee guida di alcune conferenze episcopali? Marx non chiude la porta all’ipotesi. “Dobbiamo anche guardare alla legge civile – ha risposto – in un dialogo, nel senso che la società civile può imparare dalla Chiesa e la Chiesa può imparare dalla società civile”.

“Si tratta di processi di apprendimento – ha continuato -, ad esempio abbiamo molti casi alla Congregazione per la dottrina della Fede che ancora non sono conclusi ma c’è una carenza di personale, ci possiamo domandare chi sono gli esperti per questi casi. Non ho un progetto preciso ma penso che sia al C9 sia al vertice di febbraio possiamo discuterne per fare un cambiamento, dopo vent’anni possiamo ripensarlo”.

Secondo Marx un altro tema che si può mettere sul tavolo è quello del celibato anche se, a suo parere, abolirlo non è la soluzione al problema della pedofilia. “Gli esperti – ha detto in riferimento allo studio commissionato dalla stessa Conferenza episcopale tedesca sulla piaga degli abusi nel Paese e presentato il 25 settembre scorso a Fulda – dicono che non è il celibato in sé, o l’omosessualità in sé, la causa dei crimini pedofili ma in realtà sono questi aspetti collegati con altri come la debolezza, l’immaturità che possono portare agli abusi. Gli esperti di questo studio dicono anche che una cultura ostile all’omosessualità può portare le persone a nascondersi e quindi ad aumentare il problema”.

“Per quanto mi riguarda – ha aggiunto – sono questioni che dobbiamo affrontare, non sarà togliendo il celibato che risolveremo il problema però la sessualità in generale con tutte le sue questioni sono temi di cui possiamo parlare con un bel dialogo, anche con i teologi”. Il tema degli abusi del resto, ha fatto sapere, è emerso anche in tanti interventi al sinodo dei vescovi sui giovani in corso in Vaticano.

“Credo che il sinodo – ha osservato – sia una buona opportunità per parlare di questo tema. Ci sono stati diversi interventi in merito, il tema è presente in tutto il mondo. Noi dobbiamo concentrarci su due cose essenzialmente. Uno, la Chiesa deve mostrare di essere un posto sicuro per i bambini. Secondo, i giovani vogliono una Chiesa che sia una comunità aperta, trasparente e includente”.

Intanto Marx, che è anche membro del C9 ha ribadito che la Santa Sede darà i suoi chiarimenti in merito al caso Viganò, l’ex nunzio a Washington che ha accusato papa Francesco di coperture nel caso dell’ex cardinale americano Theodore McCarrick.

(fonte Ansa)