Seguici su

Cerca nel sito

Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Papa Francesco: “L’aborto non è un atto civile, è come affittare un sicario per risolvere un problema”

Il Pontefice: "E' contraddittorio consentire la soppressione della vita nel grembo materno in nome dei diritti"

Città del Vaticano –  “Come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?”. “Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?. E’ come affittare un sicario“.

Papa Francesco ribadisce la dottrina della Chiesa a favore della vita. Lo fa nel corso dell’Udienza Generale del mercoledì, proseguendo il ciclo di catechesi dedicate ai Dieci Comandamenti. Ai 26 mila pellegrini che affollano piazza San Pietro, il Pontefice spiega il quinto punto del “Decalogo”: “Non uccidere”.

Una “parola” che, “con la sua formulazione concisa e categorica, si erge come una muraglia a difesa del valore basilare nei rapporti umani: il valore della vita“.

Per Bergoglio, “tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita”, “aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo”.

Contro l’aborto

L’aborto, secondo il Pontefice, è contraddittorio, poiché “consente la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti”. E si domanda: “Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?“.

Violenza e rifiuto della vita, fa notare il Santo Padre, “nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo”.

“Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza“, sottolinea il Papa.

Al contrario, “un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore”.

E ammonisce: “La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore”.

La misura della vita

“Che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita?”, si domanda il Papa. “Sono gli idoli di questo mondo: il denaro, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita è l’amore, l’amore con cui Dio la ama!”. E spiega: “Il senso positivo della Parola ‘Non uccidere'”, è che “Dio è ‘amante della vita’”.

Il segreto della vita ci è svelato da come l’ha trattata il Figlio di Dio che si è fatto uomo fino ad assumere, sulla croce, il rifiuto, la debolezza, la povertà e il dolore. In ogni bambino malato, in ogni anziano debole, in ogni migrante disperato, in ogni vita fragile e minacciata, Cristo ci sta cercando, sta cercando il nostro cuore, per dischiuderci la gioia dell’amore.

E incoraggia: “Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!”. Da qui, un appello a tutti gli uomini: “Non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: ‘Non uccidere’. A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio!“.

“Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati“, conclude il Pontefice.

(Il Faro online) – Foto © Vatican Media