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Allarme del botanico: “Epidemia di cocciniglia, gli alberi della Colombo stanno morendo”

Leonardo Perronace, esperto di arboricoltura, lancia l’allarme sulla cocciniglia del pino. “Alberi infestati da Malafede a Roma, a rischio le pinete”

Roma – Un insetto, la cocciniglia tartaruga del pino (nome scientifico Toumeyella parvicornis), sta uccidendo gli alberi che fiancheggiano la via Cristoforo Colombo. E minaccia gravemente di attaccare irrimediabilmente le pinete del litorale romano.

cocciniglia

La cocciniglia tartaruga del pino è stata segnalata in Italia per la prima volta nel 2015. Sta contribuendo al declino e alla mortalità del pino domestico (Pinus pinea) nei dintorni di Napoli, in Campania, in particolare nelle aree urbane. E ora attacca anche i pini del litorale romano partendo da quelli distesi lungo la via Cristoforo Colombo. La specie è originaria della zona sud-orientale del Nord America dove però viene indicata raramente come insetto dannoso. È risultato essere altamente invasivo nei Caraibi, dove nell’ultimo decennio ha decimato il pino di Caicos (Pinus caribaea var. bahamensis) nelle foreste dell’arcipelago di Turks e Caicos, causando la morte del 95% delle piante e modificando radicalmente l’ecologia delle isole.

Come si riconosce un pino attaccato dalla cocciniglia e destinato alla morte? “Gli aghi dei pini – spiega Leonardo Perronace, esperto della materia (lostudiobotanico.it) già presidente dei Periti agrari di Roma e provincia – sono avvolti da una specie di fuliggine scura. Le cocciniglie espellono enormi quantità di melata, un liquido succherino che può conferire al pino un aspetto lucido, in particolare sulla corteccia. In seguito, spesse muffe fuligginose si sviluppano sulla melata facendo assumere alla corteccia e agli aghi un colore nero intenso, ricoprendo di fumaggine nera anche il terreno sottostante le piante colpite. Ho riconosciuto l’infestazione in praticamente tutti i pini che fiancheggiano la via Cristoforo Colombo da Malafede a Roma”. Le riprese del video che vi proponiamo sono state fatte sotto i pini che ombreggiano la strada d’accesso al centro commerciale Euroma 2.

A sinistra le cocciniglie con le loro uova aderenti agli aghi di pino che muoiono avvolti dalla melata fuligginosa

A sinistra le cocciniglie con le loro uova aderenti agli aghi di pino che muoiono avvolti dalla melata fuligginosa

A causa dell’attacco della cocciniglia, che si riproduce in maniera esponenziale, si manifestano ingiallimenti e perdite degli aghi, a cui segue un declino generale della salute dell’albero, fino alla morte della pianta. E’ bene sottolineare che, almeno per il momento, non è a rischio l’incolumità degli automobilisti perché la morte dell’albero è lenta e non minaccia la stabilità dei rami o del fusto. Al contrario rappresentano un gravissimo problema per le attività che hanno luogo sotto le pinete come parchi avventura e campeggi.

Il dramma di questa epidemia è rappresentato dal fatto che al momento non esiste una cura. Il servizio fitosanitario della Campania suggerisce di “trattare, dove possibile, le piante infestate con acqua ad alta pressione. Per eliminare la fumaggine è opportuno l’utilizzo di Sali di potassio. Contro le forme svernanti è possibile impiegare oli minerali mentre contro le forme giovanili mobili vanno utilizzati prodotti fitosanitari autorizzati (tau-fluvalinate). Naturalmente bisogna tener anche presente che i trattamenti insetticidi possono incidere negativamente su eventuali parassitoidi per cui si deve far ricorso a tali applicazioni solo in casi estremi”.

 

Insomma, quella contro la cocciniglia tartaruga del pino, si prospetta una battaglia persa.