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Festa delle Forze Armate, la ministra Trenta incontra gli studenti di Ostia

Al via il ciclo di conferenze su unità nazionale e forze armate. Trenta: "L'unità nazionale va al di là dei confini nazionali".

Ostia -  "L'unità nazionale va al di là dei confini nazionali. Spesso si dividono le cose in bianco o nero, ci si divide come in una partita di calcio" ma "unità non è chiusura nei confronti degli altri, è saper affrontare tutti insieme le difficoltà di tutti i giorni".

Così la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, si è rivolta a 500 studenti dei licei della provincia di Roma, alla Scuola di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, in un incontro con i vertici delle forze armate, per raccontare il valore del 4 novembre, Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze armate, a cento anni dalla fine della Grande Guerra.

Da domani nelle scuola di 28 città inizierà un ciclo di conferenze nelle quali il mondo miliare si apre a quello della scuola. È la prima volta che il ministero della Difesa entra nelle scuole per parlare del 4 novembre. "Tutti noi che abbiamo una responsabilità pubblica - ha detto Trenta - agiamo per l'oggi ma soprattutto per il futuro. E iniziative di questo tipo sono importanti perché il futuro si costruisce conoscendo la storia".

"Le nostre forze armate sono una colonna portante - ha aggiunto - anche quando tutto è tranquillo", sono "i Carabinieri che ogni giorno rischiano la vita, sono la Guardia di Finanza, sono il genio. È un mondo che rappresenta l'unità d'Italia, da Nord a Sud".

Raggi: "Importante la presenza dello Stato ad Ostia"

"Ostia è un territorio nel quale c'è bisogno della nostra presenza", ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ringraziando il ministro della Difesa Trenta per aver scelto la Scuola di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza ad Ostia per un incontro con gli studenti e i vertici delle forze armate, un'iniziativa che rientra in un ciclo di conferenze per raccontare il 4 novembre, Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze armate, a cento anni dalla fine della Grande Guerra.

E che - ha ricordato Raggi - si svolge mentre davanti alla prefettura di Roma si tiene un sit in per chiedere protezione per i figli della giornalista Federica Angeli, dopo "la nuova e terribile minaccia" seguita agli ultimo sgomberi a Ostia. "È la prima volta che un'iniziativa importante si svolge qui. È importante essere a Ostia oggi, ed è importante esserci insieme, siamo lo Stato, siamo l'Italia", ha aggiunto Raggi: "È importante rafforzare il dialogo tra le persone per bene e rinsaldare il senso di comunità, che a volte sembra smarrito. Noi istituzioni siamo la cerniera. Non dobbiamo far sentire sole le persone cui vengono negati i diritti".

Toschi: "Orgogliosi d'essere militari"

"Molte volte è dalla riscoperta del passato, dal valore messo in campo nei momenti difficili da chi ci ha preceduto che può maturare la consapevolezza su chi siamo veramente. Una consapevolezza quanto mai determinante, oggi, per fornire quel contributo di cittadinanza attiva alla base dello sviluppo di una società sempre più giusta e virtuosa".

Lo ha detto il comandante della Guardia di Finanza, il generale Giorgio Toschi, rivolto a cinquecento studenti dei licei della provincia di Roma. "Il corpo - ha ricordato il comandante - fa parte integrante della grande famiglia delle forze armate italiane sin dal 1907, e cioè da quando sui baveri delle nostre uniformi - oltre alle tradizionali fiamme gialle - iniziarono a brillare le stellette a cinque punte, simbolo delle più antiche tradizioni e delle virtù militari: senso del dovere, onore e disciplina".

"La militarità - ha aggiunto - è uno status di cui i finanzieri di ogni ordine e grado vanno orgogliosamente fieri e costituisce un valore e una forza, sempre attuali, costituiti dalla moderna sintesi tra tradizione e innovazione".

"In questi anni l'Europa è vissuta in pace sotto lo scudo delle forze armate, ma ogni giorno nel mondo ci sono nuove guerre. A Mosul si è combattuto porta a porta come durante la prima guerra mondiale. E anche se Daesh come entità geografica è stato sconfitto, non è la fine del terrorismo e l'unico modo per garantire la sicurezza è avere delle forze armate efficienti", è stato invece il commento del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano.

Una nomina anticipata

Un lapsus di chi moderava ha "anticipato" la promozione del generale Enzo Vecciarelli a capo di stato maggiore della Difesa. Nella cerimonia in cui i vertici militari si sono alternati al tavolo dei relatori, al momento di introdurre il generale Vecciarelli, che è capo di stato maggiore dell'Aeronautica, e che è in effetti il favorito a ricoprire il posto che è oggi del generale Claudio Graziano, la moderatrice gli ha attribuito il titolo di capo di Stato maggiore della Difesa, dando di fatto per avvenuta una nomina che però non è ancora stata ufficializzata.

Accortasi dell'errore si è quindi rivolta a Trenta, "se il ministro conferma...". Questa a sua volta ha risposto con un cenno della testa. Il fuori programma anticipa la 'promozione' del generale Vecciarelli, come successore di Graziano, che il 6 novembre assumerà a Bruxelles l'incarico di presidente del Comitato militare dell'Unione Europea. Il suo nome era già circolato nelle scorse settimane.

E la nomina dovrebbe, in effetti, essere vicina, ma il Consiglio dei ministri non ha ancora affrontato la questione. Dovrebbe, a quanto si apprende, farlo il 25 ottobre.

(Il Faro online)