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Montalto di Castro, il Sindaco: “Il turismo messo a dura prova dalle leggi che dovrebbero tutelarlo”

Caci: "In merito all'allestimento dei chioschi estivi, con la privazione delle singole licenze, si andrà a discapito del turismo"

Montalto di Castro – Sergio Caci: “Quest’anno, a meno di ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, spauracchio di tutti i concessionari di stabilimenti balneari, l’amministrazione comunale, insieme alla Guardia Costiera, si è attivata presso la Regione Lazio al fine di ottenere la disponibilità a tenere montati i chioschi temporanei realizzati sulla spiaggia e vincolati appunto allo smontaggio una volta terminata la stagione estiva.”

Spiega Caci: “Mi riferisco alle numerose strutture in legno che ogni estate accolgono bagnanti locali e turisti, che offrono servizi essenziali regalando a tutti i frequentatori momenti di relax impagabili. Questi chioschi, gradevoli allo sguardo e molto ben inseriti nel contesto naturalistico delle spiagge di Montalto e Pescia, nella maggior parte dei casi sono gestiti familiarmente, creando un reddito che, paragonato all’immagine data al paese ed ai positivi commenti dei turisti, è più basso di quanto si possa immaginare.”

Continua al riguardo: “I chioschi in questione sono vincolati al Piano Territoriale Paesistico Regionale ed alla Legge Regionale nr.24 del 1998 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico) ovvero devono, come dicevo sopra, essere montati all’inizio della stagione estiva e smontati al suo termine.”

A questo punto il sindaco commenta: “Un’attività che ha dei costi e che, in questo ultimo periodo di crisi economica, con una legge sulle concessioni in arrivo che rischia di far svanire i diritti sulle singole licenze, si sarebbe voluta evitare volentieri. Purtroppo la politica, in questo caso, ha fallito. Nonostante i nostri ripetuti reclami e solleciti, né la giunta né il consiglio regionale, che in questo caso sono gli unici ad avere il potere di cambiare le regole, sono riusciti a trovare una soluzione utile.”

Caci precisa: “Non mi voglio, con questo, tirare indietro davanti alle responsabilità, anche se l’impegno profuso, le ore di lavoro messe a disposizione dagli uffici e la valanga di corrispondenza prodotta, mi permetterebbe di scaricare sulla Regione Lazio tutte le colpe.

Sulla Regione Lazio commenta: “A questo punto però, mi sento di dire che queste norme andrebbero radicalmente riviste. Se la Regione Lazio vuol rilanciare il turismo e fare in modo che chi investe si senta più tutelato, deve riesaminare le proprie leggi e i propri regolamenti, al fine di sviluppare una economia turistica (sia lavorativa che di fruizione) competitiva rispetto ad altre zone d’Italia o estere.”

Sottolinea il sindaco: “Gravare di maggiori costi le attività, si traduce irrimediabilmente in chiusure definitive o innalzamento dei prezzi. Abbiamo ancora tanti anni di amministrazione avanti a noi, sia comunale che regionale ed è giunto il momento che, insieme, si ragioni ad una riorganizzazione paesistica e turistica che non si compromettano a vicenda.  Oggi purtroppo è così, pur con delle strutture che, durante l’inverno, non danno fastidio a nessuno.”

Conclude dicendo: “Ringrazio comunque i consiglieri regionali Enrico Panunzi, Stefano Parisi e Antonello Aurigemma che, insieme all’amministrazione comunale, hanno approfondito il tema e cercato una soluzione. Ringrazio anche la Federbalneari che si è spesa e si sta impegnando anche per affrontare il futuro delle concessioni balneari. Ringrazio infine i concessionari, soprattutto perché in questi ultimi anni, tra montaggi e smontaggi, ogni volta si sono privati di parte dei loro guadagni, senza mai venir meno al loro impegno.

(Il Faro Online)