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Fibromialgia, Suzzi: “Ora spingere per trovare le risorse finanziarie”

La parte scientifica è stata soddisfatta, spetta ora ai tecnici trovare le coperture indispensabili per l’attivazione dei Pdta e l’attribuzione del codice malattia

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Roma – Ogni volta che si leva una voce contraria al riconoscimento della fibromialgia (in questo periodo sono state calendarizzate audizioni parlamentari sul tema), la paura che pervade il vasto popolo dei malati è che le battaglie fatte da anni per l’inserimento della FM nel sistema sanitario nazionale sia stata vana.

Così non è, sia perché negli anni più volte sono state fatte obiezioni sulla difficoltà di diagnosi della patologia – e dunque tali obiezioni non presentano una novità sostanziale nella strada verso il riconoscimento – sia perché nel frattempo sono state raggiunte evidenze scientifiche tali da non poer più negare l’esistenza stessa della fibromialgia.

“La documentazione scientifica, completa di Consensus Conference prodotta congiuntamente da Cfu-Italia e Aisf, è stata consegnata già fra Agosto e Ottobre 2017 al CSS, Ministero Salute, Commissione permanente Lea, ISS – spiega Barbara Suzzi, Presidente Cfu-Italia -. Essa è ritenuta valida e scientificamente comprovata anche da un ulteriore studio condotto dalle Università di Siena e Ancona.

Ad oggi – afferma Suzzi – un dato è certo: la parte scientifica è stata soddisfatta, spetta ora ai tecnici trovare le coperture indispensabili per l’attivazione dei Pdta e l’attribuzione del codice malattia”.

“Nessuna indagine di laboratorio – è scritto nelle Linee guida canadesi del 2012 per la diagnosi e la gestione della sindrome fibromialgicaconferma una diagnosi clinica di FM e dovrebbero essere evitate indagini non necessarie che potrebbero essere dannose per il benessere del paziente”.

Non è dunque questa la strada per capire la malattia: “Una diagnosi di FM – è scritto sempre nel documento danese – viene effettuata a seguito di una valutazione clinica che include una storia di reclami attuali, attenzione allo stato di salute passato e un esame obiettivo, senza alcun test diagnostico di conferma. Sebbene i criteri per la diagnosi di FM siano stati sviluppati a fini di ricerca, possono essere utilizzati per convalidare una diagnosi clinica”.

Tolti di mezzo i dubbi diagnostici e acclarata l’esistenza di una specifica patologia, adesso è più che altro una questione di reperimento risorse nel Bilancio dello Stato; il che certo non è un problema di poco conto, ma sull’altro piatto della bilancio va messa sia la necessità di alimentare la ricerca scientifica al fine di trovare una cura e poter permettere una vita dignitosa ai pazienti, sia l’assistenza nel percorso doloroso della malattia, con riferimento anche alle tutele lavorative, oggi totalmente assenti. Fattori concatenati, questi ultimi, che non possono essere ignorati in nome di una letteratura medica ormai vetusta né per mere esigenze contabili.

La vita delle persone, in un Paese civile, dovrebbe valere enormemente di più.

(Il Faro on line)

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