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“The day after tomorrow” a Terracina, tra devastazione e crisi climatica

Subiaco: "L’evento in corso, per estensione, durata e intensità è classificabile tra i più critici degli ultimi anni."

Terracina – Scenario davvero apocalittico nel Comune di Terracina, sul litorale della provincia di Latina. Il centro abitato è stato letteralmente devastato da venti di oltre 120-130 km/h, centinaia di alberi abbattuti, una vittima e decine di feriti (di cui alcuni in gravi condizioni). I venti tempestosi della perturbazione (ovvero il vento di gradiente e il vento isallobarico) hanno letteralmente sconvolto la città. I danni, al momento, sono ancora incalcolabili. 

È andata anche bene – racconta Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente cittadino-. Il sindaco Procaccini, infatti, pur avendo dato, sulla propria pagina istituzionale, l’avviso dell’allerta arancione, non ha emesso un’ordinanza per la chiusura delle scuole. Se la tromba d’aria avesse colpito la città soltanto qualche ora prima, verso l’orario di uscita degli studenti, la tragedia sarebbe stata immane.”

“Quello che è capitato non è stato certo colpa dell’amministrazione – prosegue la Giannetti – Certo, il fatto che le scuole siano state in qualche modo “graziate” è un grande sollievo, ma nessuno, nemmeno il Sindaco poteva prevedere quanto devastante sarebbe stata quest’allerta”.

Anzi, la Giannetti aggiunge: “La città ha reagito bene all’emergenza, è scattata subito l’operatività dell’emergenza con l’istituzione del Comitato Operativo Comunale, a cui si affiancato anche il Comitato Operativo Misto con la Prefettura di Latina, l’Agenzia Regionale per la Protezione Civile. Certo, adesso è necessario intervenire per riportare al più presto la normalità in città, ma è evidente che quanto accaduto per gravità e drammaticità andrà esaminato con cura.”

“Non siamo, infatti,  di fronte a una “normale” perturbazione autunnale”- spiega Gabriele Subiaco, responsabile scientifico e vicepresidente del Circolo. “L’evento in corso, per estensione, durata ed intensità è classificabile tra i più critici degli ultimi anni.”

“Da dati dello studio Ecosistema urbano 2017 di Terracina, relativamente al tema del dissesto idrogeologico, il nostro territorio è già ad elevata pericolosità. Le aree a pericolosità da frane e idraulica sono pari a ben il 32,29% della superficie totale comunale, mentre, le aree ad elevata pericolosità da frane edidraulica sono il 12,34% della superficie, con una popolazione a rischio di circa 4.000 persone, mentre l’erosione costiera impatta oltre la metà delle coste del Comune di Terracina (53,33%). Adesso, a questo, si aggiunge il rischio da eventi atmosferici come tornado e bombe d’acqua che, diventa reale, dopo il caso dello scorso anno che ha colpito la zona agricola di Borgo Hermada e dopo quanto successo ieri.

Ma quali sono gli interventi per ridurre questo rischio? 

“Sicuramente- spiega Subiaco-  sarà necessario procedere a un censimento e a una valutazione dello stato delle strutture naturali e artificiali più alte (alberi ad alto fusto, tetti, coperture, antenne).

A questo dovrà seguire una serie di interventi di consolidamento per le strutture e di abbattimento per gli alberi malati o con apparato radicale insufficiente per poter resistere a venti forti con adeguate sostituzioni.

Particolare cura andrà posta alle scuole e agli edifici pubblici (tetti e coperture)  vista la fragilità che questo patrimonio manifesta. Fondamentale, in questo mutato contesto di rischio, è la formazione della popolazione che dovrà essere istruita ad adottare comportamenti che ne tutelino l’incolumità in presenza di allerte meteo o situazioni pericolose – nel caos è “volato” persino un “Ma dobbiamo chiudere le persiane?”-, come pure la predisposizione tempestiva di ordinanze per la chiusura di scuole, uffici e per limitare gli spostamenti a piedi e in macchina in presenza di un’allerta meteo.

Infine, è più che mai urgente l’adozione di un Paesc (Piano di Azione per L’Energia Sostenibile e il Clima) nel quale ci si ponga degli obiettivi precisi e si definiscano le azioni necessarie per la riduzione e la mitigazione del rischio idrogeologico.

Dobbiamo prendere decisioni subito, anche a livello locale, coordinati dalle strutture regionali, in modo da affrontare i cambiamenti climatici tenendo conto del contesto locale e delle esigenze delle persone. I prossimi anni – conclude Subiaco – saranno probabilmente i più importanti della nostra storia cittadina se vogliamo invertire la rotta.”

“Quanto tristemente accaduto a Terracina – affermano, infine, Subiaco e la Giannetti-, ci ricorda ancora una volta come sia sempre più necessario affrontare la sfida dei cambiamenti climatici con interventi mirati, politiche di adattamento e attività di prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico.

Si tratta di azioni non più rinviabili ma, soprattutto, si deve arrivare al più presto all’approvazione di una strategia del Governo sull’adattamento al Clima e a nuove politiche per le città più a rischio chiarendo come si intende affrontare quest’emergenza, anche alla luce della chiusura della struttura di missione Italia Sicura.”

(Il Faro on line)