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Coree, Moon ammette i contatti: “Presto Kim Jong-un sarà a Seul”

Continua il processo di pace tra i due stati della penisola coreana: cessate le ostilità al confine tra Nord e Sud

Seul – Kim Jong-un sarà “presto” a Seul, tra gli incontri di alto profilo che il leader nordcoreano conta d’avere per allentare le sanzioni. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha ammesso i contatti in corso, in linea col vertice di Pyongyang tra i due a settembre. “A portata di mano” è il summit di Kim con Donald Trump.

“Presto” l’incontro con Vladimir Putin. Quello col presidente cinese Xi Jinping si terrà “in un futuro vicino” a Pyongyang. Per Moon, potrebbe maturare poi un faccia a faccia tra Kim e il premier giapponese Shinzo Abe.

Moon, che non ha citato Papa Francesco, al quale lo scorso mese consegnò in Vaticano l’invito di Kim a recarsi a Pyongyang, ha fornito nel complesso un elenco di incontri diplomatici impensabile fino a pochi mesi fa. L’agenzia, infatti, mostra un leader sfuggente fino all’inizio di quest’anno, che ha avuto la svolta diplomatica col summit di Singapore con Trump a giugno, il primo assoluto tra i due Paesi.

Da un lato l’evento è servito a Kim per legittimarsi dinanzi alla comunità internazionale, avviando un difficile percorso di contro-pressioni per uno sperato allentamento, anche de facto, delle sanzioni che strozzano il Paese. Dall’altro Kim ha resistito finora agli Usa di fronte alla richiesta di rinunciare ai suoi armamenti nucleari.

Nel suo intervento dinanzi al parlamento dedicato al budget, Moon ha sollecitato il varo di una manovra espansiva a sostegno dell’economia e più sforzi per far avanzare a passo spedito il processo di pace con il Nord, concentrandosi sulla necessità di approfondire la cooperazione intercoreana.

Nessun atto ostile al confine

Le Forze armate delle due Coree muovono verso il processo di pace e la “costruzione della fiducia reciproca”: Sud e Nord hanno dato il via oggi alla cessazione di “tutti gli atti ostili” al confine (terra, mare e aria), nel primo giorno d’applicazione del “Comprehensive military agreement (Cma)”, ha affermato il generale sudcoreano Park Han-ki, presidente dei Capi di Stato maggiore congiunto di Seul, in visita all’isola di Yeonpyeong, poco sotto la linea di demarcazione marittima intercoreana nel mar Giallo.

Park, nel resoconto della Yonhap, ha descritto l’applicazione dell’accordo come “il primo passo di un nuovo cammino di pace e prosperità della penisola coreana. Adesso, noi militari staremo in prima fila in pace”. Il Cma è stato siglato il 19 settembre durante il summit di Pyongyang tra il presidente Moon Jae-in e il leader Kim Jong-un: il patto definisce, tra l’altro, la creazione di zone cuscinetto al confine per prevenire scontri accidentali e conflitti.

Le parti, inoltre, si sono impegnate a evitare esercitazioni di artiglieria e manovre dal livello di reggimento in poi nei 5 km dalla Linea di demarcazione militare (Mdl). Zone vietate al volo sono state individuate lungo la Zona demilitarizzata (Dmz), insieme al bando di droni, elicotteri e altri aerei in un’area fino a 40 km dalla Linea di demarcazione militare.

Le Coree hanno varato “zone di pace” alla linea di confine marittimo nel mar Giallo: “Il Nord ha applicato misure di blocco degli atti ostili, inclusa la chiusura dell’artiglieria lungo la costa”, ha spiegato il ministero della Difesa di Seul.

(Il Faro online)