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Pontile Petroli, Manzo: “Continuiamo a sostenere la delocalizzazione off shore”

Manzo: "L’ipotesi di spostamento del Pontile Petroli verso Vindicio non è devastante solo per Vindicio: mette in crisi tutto il litorale e tutta l’economia che vi gravita."

Formia – “La questione dl Pontile Petroli Eni è, da anni, al centro di una battaglia politica e di una preoccupazione diffusa che appartiene alla città di Formia e ai residenti dell’intero Golfo.
È del tutto inimmaginabile che, un tema come quello della difesa del mare e della salute dei cittadini, possa essere inficiato da considerazioni campanilistiche – che pure sopravvivono purtroppo – tra le due città costiere”  afferma, in una nota, Maria Rita Manzo coordinatrice del “Circolo Articolo Uno Formia”.

Eppure, continuiamo a rimanere prigionieri di divisioni che – al di là della visione politica certamente distante- non consentono un ragionamento che sappia trovare, almeno nella volontà di difesa del proprio patrimonio naturale, un comune denominatore, una strategia condivisa.

Non è pensabile che la presenza del Pontile, il suo eventuale trasferimento in direzione sud (Formia) possano essere temi di esclusivo interesse della città che lo ospita. Al riguardo – prosegue la nota- ci saremmo aspettati una volontà di confronto tra i Sindaci, che sollecitiamo, e un coinvolgimento maggiore delle cittadinanze interessate, al quale contribuiremo politicamente a mettere in campo.

L’ipotesi di spostamento del Pontile Petroli verso Vindicio non è devastante solo per Vindicio: mette in crisi tutto il litorale e tutta l’economia che vi gravita, ancor peggio mette in serio pericolo un’area già molto fragile sul piano del suo ecosistema.

Una vicenda che non può essere sottaciuta e di cui abbiamo il dovere di occuparci: la presenza del Pontile Petroli a Gaeta, la prospettiva nefasta di una sua delocalizzazione in direzione Formia, è inaccettabile sotto il profilo delle conseguenze devastanti che essa comporterebbe.

Di chi sia la competenza in materia amministrativa appassiona davvero molto poco. Mette in allarme, invece, il fatto che si tenti di far passare l’operazione come inevitabile e soprattutto come una decisione alla quale la comunità formiana debba sottrarsi.

Al di là delle inutili schermaglie di questi giorni e alle quali nessuno intende partecipare, noi intendiamo ribadire che la battaglia sulla tutela del mare ci appartiene e non intendiamo rinunciarvi. Continuiamo, invece, a sostenere la necessità di una delocalizzazione off shore, lontana dai centri abitati e dalla costa, che non interferisca sui livelli occupazionali.

La mobilitazione continua e- conclude la nota- la politica dovrà trovare spazi di intervento, nella prospettiva di una inversione di tendenza in grado di riportare alla luce le disposizioni previste con l’istituzione dell’area sensibile del Golfo di Gaeta.”

(Il Faro on line)