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Allarme migranti, è crisi umanitaria al confine Usa

Trump: "Chi chiede l'asilo dovrà aspettare in Messico"

New York – Una crisi umanitaria al confine fra Stati Uniti e Messico. La testa della carovana di migranti, circa 5.000 persone, è arrivata a Tijuana e nella cittadina messicana ormai è vera e propria emergenza.

Di fronte a una situazione che peggiora con il passare delle ore e gli aiuti che scarseggiano, il sindaco Juan Manuel Gastelum ha chiesto aiuto all’Onu, prevedendo tempi lunghi prima di una qualsiasi soluzione.

Gli Stati Uniti hanno infatti spuntato l’appoggio del nuovo governo messicano al loro piano anti-carovana ‘Remain in Mexico’, in base al quale chi richiede asilo dovrà attendere l’esito della domanda in Messico.

Potrebbe quindi trattarsi di settimane se non addirittura di mesi e anni di attesa per i migliaia di migranti e per Tijuana, dove molti residenti hanno già protestato contro i disperati che “arrivano dal sud”.

Il via libera preliminare di Città del Messico alla misura anti-carovana ha sollevato subito un vespaio di polemiche: gli attivisti dei diritti umani hanno denunciato che seguendo questa strada si mette a rischio la vita dei migranti, ‘ostaggio’ degli Stati di confine del Messico dominati dai cartelli della droga.

Per Donald Trump si tratta invece di un importante successo nella sua linea dura sull’immigrazione perché così si crea un’altra barriera agli ingressi in attesa – è la speranza del presidente – dei fondi del Congresso per il muro.

A parlare di “crisi umanitaria” sono però anche le autorità americane, mettendo l’accento sui molti bambini nella carovana senza genitori. Bimbi di provenienza ignota che rappresentano però una carta importante da giocare per gli adulti.

L’essere accompagnatori di minori rende infatti più facile ottenere l’ingresso negli Stati Uniti, oltre a ridurre il costo del viaggio grazie agli ‘sconti bambino’ praticati dai trafficanti. Un trend questo in forte crescita e di fronte al quale le autorità americane si dicono preoccupate: i controlli per accertare gradi di parentela fra adulti e bambini sono stati rafforzati.

Il problema sorge in assenza di legami: rinvenire infatti le origini e la provenienza dei bimbi è difficile se non impossibile, lasciandoli così in balia di estranei e in centri di ricollocamento.

Le leggi per l’immigrazione “hanno creato una crisi umanitaria e una crisi al confine“, ha ammesso il commissario del Custom and Borders Protection, Kevin McAleenan. E per ora non si intravede nessuna soluzione all’orizzonte.

(fonte Ansa)