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Strade poco sicure a Granaretto, i residenti: “Serve una tragedia per intervenire?”

Il Comitato: "Sono dieci anni oramai che reclamiamo la costruzione di marciapiedi lungo via di Granaretto e lungo il tratto di Aurelia che porta al borgo di Palidoro"

Fiumicino – “Il grado di sicurezza delle strade di accesso al Granaretto è oramai sceso al di sotto del livello di guardia. Ci chiediamo se occorra attendere una tragedia affinché le autorità competenti decidano finalmente di intervenire”.

E’ quanto si legge in un comunicato diffuso in queste ore dal Comitato cittadino di Granaretto, che nel testo denuncia il pessimo stato in cui versano le strade del quartire: “Via di Granaretto, rimasta l’unica via di accesso al quartiere da chi proviene dalla via Aurelia dopo la modifica della viabilità imposta qualche anno fa alla strada di comunicazione con via di Casal Sant’Angelo da un ente fantasma quale la Provincia di Roma, non è ancora dotata di un marciapiede”.

“Nelle ore di punta, che coincidono con gli orari di ingresso e di uscita della Scuola Media Albertini, sita proprio all’ingresso del quartiere, si creano delle lunghe code di auto e scuolabus che invadono entrambe le corsie della carreggiata”, si legge ancora nel testo.

“I molti pedoni che percorrono la via per recarsi nella limitrofa stazione ferroviaria di Torre in Pietra-Palidoro sono perciò costretti a fare pericolose gimcane tra le auto, stando anche attenti a non finire nel fossato che corre lungo tutta la corsia che scende verso l’Aurelia”, prosegue il comunicato.

“Persino lungo l’Aurelia non è presente alcun marciapiede e neppure delle banchine delle fermate delle autolinee Cotral che collegano Roma a Civitavecchia – aggiungono quelli del Comitato -. Morale: gli abitanti del Granaretto, tra cui molti studenti, attendono l’autobus sul ciglio della trafficata Statale e non hanno alcun mezzo per potersi recare a piedi al vicino borgo di Palidoro, dove sorgono gli sparuti esercizi commerciali della frazione, il campo sportivo e la chiesa parrocchiale”.

“A complicare ulteriormente le cose contribuiscono i frequenti malfunzionamenti del semaforo all’incrocio di via di Granaretto con la Statale Aurelia – prosegue il documento -. Soprattutto chi proviene da Nord, ovvero dal borgo di Palidoro e da Ladispoli, spesso si trova costretto a lunghe attese, anche superiori ai 10 minuti, per poter svoltare in via di Granaretto”.

“Soprattutto nelle ore serali, infatti, sono frequenti i casi in cui il semaforo dell’incrocio non innesca la sequenza corretta che prevede, congiuntamente all’impedimento del transito sull’Aurelia, l’avvio della svolta in direzione del quartiere per le auto incolonnate sulla corsia di sinistra”, conclude il testo.

“Sono dieci anni oramai – aggiunge il Presidente del Comitato Alessio Pietrogiuli – che reclamiamo la costruzione di marciapiedi lungo via di Granaretto e lungo il tratto di Aurelia che porta al borgo di Palidoro.

La risposta delle varie Amministrazioni comunali di Fiumicino è sempre stata dilatoria. Prima mancavano i fondi, quando in altri quartieri venivano costruite decine di km di piste ciclabili; poi l’ostacolo è diventato la presenza dei pini che impedirebbero lo scavo.

Ora invece ci dicono che non si può costruire il marciapiede perché i lavori potrebbero essere bloccati dalla Soprintendenza, per via della presenza, interrato a pochi metri dalla superficie, del basolato dell’antica via Aurelia!”.

“L’attuale Assessore competente fu uno dei primi Consiglieri comunali ad incontrare il Comitato, circa dieci anni fa, – aggiunge il Vicepresidente Luccisano – quindi già da tempo conosce la situazione. Non capisco perché non si sia mai mosso in tal senso. Non si può certamente aspettare che si verifichi una tragedia per intervenire!”.

“Le autorità devono ascoltare le giuste lamentele dei cittadini del Granaretto che pretendono le dotazioni minime di sicurezza nel quartiere. – conclude il Presidente Pietrogiuli –  Marciapiedi, banchine per le fermate degli autobus e un semaforo che funzioni regolarmente, visto che tale incrocio rappresenta la sola via di accesso al quartiere.

Dovrebbe essere obiettivo primario dell’Amministrazione comunale spezzare l’isolamento in cui vivono da sempre le oltre 500 famiglie del Granaretto!”.

(Il Faro Online)