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Gestione dei rifiuti a Terracina, il Circolo Legambiente cittadino fa il punto della situazione

Il Circolo: "Terracina, anche per il 2018, si conferma nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio con una percentuale di raccolta differenziata del 75,44%."

Terracina – “In occasione della Settimana Europea appena conclusa, siamo contenti- affermano, in una nota, i membri del “Circolo Legambiente Terracina”- di poter confermare anche per il 2018 (su dati 2017) Terracina nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio con una percentuale di raccolta differenziata del 75,44% e che, da due anni, è superiore al limite di legge del 65%, buona anche in rapporto alla popolazione ma, come già segnalato lo scorso anno, è necessario, però, ridurre drasticamente la quota di secco indifferenziato prodotto, puntando ad entrare nella classifica di eccellenza dei Comuni Plastic Free, la classifica nazionale per i comuni virtuosi che hanno una percentuale di differenziata superiore al 65% e contemporaneamente una produzione annua pro capite di rifiuto indifferenziato inferiore ai 75 kg/abitante, che vengono premiati annualmente da Legambiente durante l’Ecoforum nazionale sui Rifiuti.

Vanno anche sostenute e promosse con convinzione le buone pratiche di educazione, prevenzione e riduzione dei rifiuti come quelle messe in campo attraverso la rete cittadina Plasticforbeaches Terracina.

D’altra parte, riteniamo davvero imbarazzante la vicenda che vede, da due anni, il nostro Circolo richiedere, inascoltato, la partecipazione, come membro paritetico, all’attuale “Osservatorio Rifiuti Zero” del Comune di Terracina e la recente risposta scritta, a nostro avviso assolutamente inappropriata e formale, ricevuta dall’Ente, solo dopo formale richiesta inviata dall’avvocato Diego Aravini del Centro Azione Legale di Legambiente (CEAG), che sostanzialmente afferma che tale possibilità non è consentita a Legambiente dal Regolamento attuale dell’Osservatorio, perché non apparteniamo ad una categoria associativa prevista!

Ma nonostante questa vicenda, anticipiamo qui alcuni indicatori sulla Raccolta dei Rifiuti che verranno prossimamente pubblicati nel Rapporto Ecosistema Urbano 2018: la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani, la Percentuale di rifiuti differenziati, la Percentuale di popolazione servita, la Produzione annua pro capite della frazione indifferenziata, la Produzione pro capite di Plastica, la Quantità di Rifiuti spiaggiati, la Tariffa Effettiva (per una famiglia tipo di tre persone che vive in una casa di 100 metri quadrati), la Tariffa Effettiva (spesa annua in €/abitane), i Costi di gestione del servizio (€/abitante), i Costi di gestione del servizio (€/tonnellata), l’Applicazione della Tariffa Puntuale, l’utilizzo da parte dell’Amministrazione del GPP (Green Public Procurement) cioè degli appalti pubblici verdi, ovvero se l’Amministrazione utilizza procedure di acquisto di beni e servizi per la realizzazione delle opere non limitandosi a tenere conto del solo loro costo monetario e della qualità ma anche degli impatti ambientali che questi possono generare nel corso del ciclo di vita.

Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti, le cosiddette Piccole Città, pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente.

L’analisi dei dati

“Bene la Percentuale di raccolta differenziata che sale dal 73,07% del 2016 al 75,44%, confermando Terracina tra i Comuni Ricicloni del Lazio e avvicinandola alle migliori pratiche nazionale che si attestano, comunque, oltre l’80% di differenziata, così come la Percentuale di abitanti serviti dalla raccolta domiciliare (100%).

Sale invece, invertendo una tendenza che durava dal 2012, la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani (516 Kg/abitante), erano 492 Kg/abitante nel 2016, poco al di sopra della media nazionale ed europea che si attesta sui 500 Kg/abitante con le migliori Città italiane che viaggiano però attorno a 400 Kg/abitante anno.

È fondamentale ridurre con maggiore incisività la Produzione annua pro capite della frazione indifferenziata (attualmente pari a 127 Kg/abitante anno, erano 133 Kg/abitante nel 2016) che continua a essere molto lontana dai migliori valori italiani che sono tutti al di sotto dei 75 kg/abitante, visto anche l’impatto e il peso che lo smaltimento della componente indifferenziata ha sui costi di gestione.

In aumento, anche se sempre inferiore alla media nazionale, la Produzione di plastica con 29,76 Kg/abitante erano 21,16 Kg/abitante nel 2016.

La svolta della Tarip

La Tari annuale applicata dal nostro comune (per una famiglia di tre persone che vive in una casa di 100 mq)  è di 286,1€ (erano 290€ nel 2016) e risulta leggermente inferiore al valore medio delle Piccole Città (città con meno di 80.000 abitanti) che è di 287€ e comunque distante dai valori migliori italiani che sono quelli del Trentino Alto Adige con Trento e Bolzano che pagano soli 178€.

La Tari, quest’anno, ha tuttavia visto anche l’aumento consistente per alcune categorie (come ad esempio i balneari), frutto anche di un calcolo sulla destagionalizzazione delle attività poco attento allo spazio effettivo utilizzato e al tempo reale di apertura delle attività.

Il costo del servizio (8,7 milioni di €/anno) rapportato sia agli abitanti che alle tonnellate prodotte, risulta superiore alla media nazionale delle Città con popolazione e modalità di raccolta rifiuti analoghe. Questo costo, che rappresenta la voce più significativa del bilancio del nostro Comune, va progressivamente ridotto, ottimizzando la catena di conferimento, riducendo i costi del trasporto e migliorando la qualità delle materie prime seconde da avviare al riciclo.

Infine, oltre a diminuire progressivamente la Tari, è assolutamente necessario puntare decisamente alla Tariffa puntuale, che è il fine ultimo e l’elemento cruciale del sistema della differenziata e che dovrà essere applicata in tutti i comuni del Lazio entro il 2020- come stabilito nel Collegato alla legge di stabilità regionale del 8 agosto 2016- e che è già applicata in 280 Comuni italiani, rappresentando il cuore del sistema della differenziata visto che ha lo scopo di far pagare meno chi produce meno rifiuti (quindi inquina meno) e di ridurre la quota di rifiuti che vengono ancora avviati a smaltimento in inceneritori o discarica” dichiara Gabriele Subiaco, responsabile scientifico e vicepresidente del Circolo.

(Il Faro on line)