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Ponza, dal Prefetto arriva il “no” per gli atti comunali a pagamento per i consiglieri

Sul caso era già scattata la polemica dei consiglieri di minoranza. Ora l'intervento del Prefetto di Latina.

Ponza – Lo scorso 30 novembre, a Ponza, la giunta comunale aveva approvato una delibera che prevedeva nuove tariffe per i diritti di segreteria relativi alle attività di ricerca e visura e i costi di riproduzione degli atti per l’esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi.

Subito era scattata la polemica del consigliere di minoranza – nonché ex Sindaco – Piero Vigorelli che aveva fatto notare non solo che tali tariffe possono essere stabilite solo dal consiglio comunale in sede di approvazione del bilancio di previsione – cosa che non era avvenuta sull’isola lunata – ma che, nel caso specifico, la giunta comunale voleva applicarle anche per i consiglieri d’opposizione.

Sulla vicenda è intervenuta anche il Prefetto di Latina Maria Rosa Trio che ha bocciato in pieno l’iniziativa della Giunta, sottolineando non solo che è illegittimo “prevedere per la richiesta da parte di consiglieri comunali” degli atti necessari allo svolgimento delle loro funzioni “il pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e dei costi di riproduzione”, ma soprattutto che è un diritto che “non può subire compressioni per pretese esigenze di natura burocratica dell’Ente” e che “non può essere addebitato al consigliere il costo della riproduzione delle copie degli atti richiesti per l’esercizio del proprio mandato”.

Il Prefetto ha concluso che, in caso di difficoltà, il Comune può, in alternativa, consegnare le copie in formato digitale piuttosto che in cartaceo, ma in nessun caso può essere addebitato il costo ai consiglieri.

(Il Faro on line)