Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Sergio Mancini: “Ardea ha bisogno di cultura e il teatro può veicolarla”

Bella performance di "teatro itinerante" dell’attore partenopeo residente nel Comune Rutulo

Ardea – Domenica 16 dicembre, alle ore 17.00, l’aula Consiliare Sandro Pertini, concessa dal Comune di Ardea, si è trasformata in un teatro nel quale è stata mandata in scena una commedia, tra le più “tragicomiche” che il grande Eduardo De Filippo potesse produrre: “Natale in Casa Cupiello”.

All’evento erano presenti il Sindaco Mario Savarese, i Consiglieri Anna Maria Tarantino e Raffaella Neocliti.

Foto 7Una commedia in pieno clima natalizio, sotto ogni punto di vista, anche del clima che nella sala era molto freddo a causa di un mancato funzionamento degli impianti termici.

Cosa, questa, che non ha fatto desistere la compagnia del “teatro itinerante”, guidata da Sergio Mancini nell’andare in scena. E proprio quest’ultimo, pur accusando un forte stato influenzale con tanto di abbassamento di voce, ha voluto lo stesso onorare il palcoscenico con la sua presenza, riuscendo ad imprimere la sua spiccata bravura recitativa, la mimica, la dialettica napoletana ed i tempi teatrali giusti per trascinare il pubblico in un viaggio nella tradizionale festività natalizia di una comune famiglia partenopea.

La Trama

La commedia, si divide in tre atti e racconta i momenti bizzarri, comici ed anche tragici per certi aspetti, che precedono il giorno del Santo Natale in casa Cupiello, in un momento dove le Famiglie si raccolgono per le festività.

Foto 8ATTO I – La rappresentazione di apre con il momento del risveglio della Famiglia in prossimità della vigilia del Natale, dove un freddoloso Luca Cupiello (Sergio Mancini) si lamenta delle basse temperature che patisce e per il pessimo caffè che la moglie Concetta (Rosa Cacciuttuolo), gli aveva preparato come ogni giorno. Luca, che è un grande appassionato delle tradizioni napoletane, si dedica con maniacale impegno alla realizzazione del presepe, contrastato dalle aspre critiche della moglie e del figlio Tommasino (Tonino Signoriello) che non apprezzano il lavoro artigianale del capo Famiglia. La commedia prosegue con l’entrata in scena degli altri componenti della Famiglia Cupiello che per tradizione si riuniscono nella casa “madre”: Ninuccia (Cinzia Bove) irrompe nella dimora dei genitori, agitata dall’ennesimo litigio con il proprio marito, Nicolino Percuoco (Ercole Marazzi) che non ama e che vuole lasciare con una lettera di addio, per volare via insieme al suo amante Vittorio Elia (Miro Bedini). In questo contesto, presa da un attacco d’ira Ninuccia si lascia andare a gesti impulsivi, scagliando in terra oggetti di vario genere, compreso il presepe in costruzione, a cui Luca dedica molto tempo e al quale tiene moltissimo. Nella confusione, Ninuccia perde anche la lettera di addio che avrebbe voluto dare a suo marito, gesto dal quale si sarebbe, successivamente, ricreduta a seguito del consiglio della madre Concetta di fare pace con il suo coniuge. La lettera però, arriva casualmente, nelle mani di Luca che, leggendo a chi era indirizzata e all’insaputa del contenuto, la consegna a Nicolino Percuoco, marito di Ninuccia.

ATTO II – Nella seconda parte, in casa Cupiello ci si prepara a festeggiare la vigilia di Natale e nella casa arrivano Tommasino Foto 3accompagnato da Vittorio che oltre ad essere l’amante della sorella è anche suo amico. Tommasino ignaro della relazione dell’amico con Ninuccia, insiste per far rimanere Vittorio a casa con loro, mentre Concetta, che invece era al corrente della “tresca” della figlia con Vittorio, invita quest’ultimo ad andarsene. Nel frattempo subentra Nicolino che oramai è al corrente della relazione extraconiugale della sua compagna e solo le capacità persuasive di Concetta, riescono ad evitare il peggio. Nel contempo, rientra in casa Luca che ignaro anch’esso di quanto sta accadendo, insiste affinché Vittorio rimanga con loro a cena. Tra tensioni tragicomiche che si sono sviluppate nella casa e in un momento dove Vittorio e Ninuccia rimangono soli a scambiarsi gesti affettuosi, vengono sorpresi da Nicolino che irrompe, improvvisamente, nella sala da pranzo. In un susseguirsi di scene drammatiche e allo stesso tempo comiche, mentre Nicolino e Vittorio escono di scena per sfidarsi a duello, entrano nella casa vestiti da Re Magi, Pasqualino (Fratello di Luca: Andrea Fabbrizi), Luca e Tommasino, con dei regali per Concetta.

ATTO III – Nella terza ed ultima parte, Luca viene a conoscenza del dramma familiare e per questo, viene colpito da un ictus. Evidentemente, non ha tenuto allo stress causato dalla notizia ricevuta, lui che era convinto di aver creato una Famiglia felice. Luca sofferente, raccoglie intorno al suo letto conoscenti e Familiari. Tra questi, in un primo momento, non c’è Nicolino che ha lasciato la Foto 1moglie per recarsi a Roma. Ninuccia è consapevole che le colpe della malattia del padre riconducono a lei. Nella scena fa il suo ingresso il medico che dopo aver visitato Luca, evita alla moglie di raccontarle che il marito ha, purtroppo, poche ore di vita. Cosa che invece, confiderà al fratello del moribondo. In un susseguirsi di deliri e allucinazioni, Luca scambia Vittorio per Nicolino. Vittorio, sopraggiunto al capezzale del padre della sua amante, perché colpito anch’esso dai sensi di colpa dalle sue tragiche condizioni di salute, come suddetto viene scambiato per il marito di Ninuccia, così che Luca, prese le loro mani gliele congiunge, benedicendo la loro unione. Nello stesso momento, entra nella stanza il marito della figlia di Luca, tornato da Roma dopo aver saputo dello stato in fin di vita in cui verte il Suocero. Nicolino non prende bene, naturalmente, quanto sta vedendo e trattenuto a forza, viene portato fuori da alcuni presenti. Nell’ultima scena, Luca che ha sempre chiesto al figlio Tommasino se gli piacesse il suo presepe, ricevendo da lui sempre un critico e dispregiativo “NO”, in punto di morte gli rifà la stessa domanda: “Ti piace ‘o presepio?” Il figlio, a questo punto tra le lacrime gli sussurra uno stringato “SI”, mentre suo padre si lascia andare al suo destino ancora una volta ignaro della realtà che lo circonda.

Questa commedia, scritta da Eduardo De Filippo nel 1931, offre molti spunti di riflessione, seppur in chiave tragicomica, di quanto accade ancora oggi nella nostra società ed in particolare in molte Famiglie.

Complimenti alla compagnia teatrale e alla bravura di Sergio Mancini che, nei saluti finali, dopo aver ringraziato il pubblico accorso in sala, con la schiettezza e l’onestà intellettuale che solo i partenopei sanno esprimere, ha voluto ribadire al Sindaco Mario Savarese presente in platea, alcuni concetti. “Siamo una ‘compagnia teatrale itinerante’ – racconta Mancini – e questo non è un caso, in quanto siamo costretti a girovagare senza una fissa dimora per poter preparare i nostri spettacoli, improvvisando sale di prove fortuite da chi gli offre ospitalità. Ci piacerebbe, Sindaco che potesse pensare ad uno spazio dove poter svolgere le nostre attività perché Ardea ha bisogno di cultura e il teatro, è cultura” (clicca qui per il video).

E bene ricordare che lo spettacolo è stato interamente offerto, gratuitamente, dalla “Compagnia Itinerante – Amici del Teatro” diretta da Sergio Mancini.

(Il Faro on line)