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Fiumicino, Fratelli d’Italia: “Strani lavori, cosa accade sotto il viadotto di via dell’aeroporto?” fotogallery

"Ritardi nella viabilità alternativa, e impreviste opere di consolidamento sotto al ponte. Siamo davvero sicuri?"

Fiumicino – “Il viadotto di via dell’aeroporto è a rischio crollo, tant’è che da settimane hanno dimezzato il traffico (leggi qui la notizia) e programmato il suo abbattimento. Lo hanno fatto con la massima urgenza, e adesso invece, con la massima calma, stanno giocando sulla pelle dei cittadini“. Lo affermano i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Alessio Coronas e Federica Cerulli.

“Avevano promesso la viabilità alternativa in 40 giorni (leggi qui la notizia), proprio perché era urgente abbattere quel ponte, ma siamo fuori tempo massimo. Il Sindaco ha firmato un’anomala ordinanza (leggi qui la notizia) per chiedere all’Astral di muoversi velocemente, e ciò non sta accadendo.

Il giallo Astral-Anas

Voci di corridoio danno ad inizio 2019 il passaggio della tratta all’Anas, e viene il sospetto che si stia temporeggiando per arrivare a quella data. Ma la domanda vera è: siamo sicuri nel passare su quel viadotto?

I lavori non previsti

Noi – proseguono gli esponenti del partito della Meloni – crediamo proprio di no. Abbiamo già denunciato i ritardi (leggi qui la notizia) e in questi giorni, mentre tutti sono distratti dal Natale, sotto al viadotto si stanno effettuando lavori di consolidamento che davvero non avrebbero senso, se pensiamo al prossimo abbattimento. Cosa sta accadendo? Perché nessuno informa costantemente sullo stato dei lavori? Rischiamo una tragedia? Che tipo di lavori sono?

Nessuno informa

Rivolgiamo queste domande tramite Il Faro on line. giornale che per primo sollevo nel lontano 2016 la questione della stabilità del viadotto (leggi qui la notizia)  con un reportage approfondito, che diede il via ai controlli. Utilizziamo la stampa perché dai canali ufficiali, dalla politica, dal Comune non arriva alcuna informazione. Non è questo il modo di tutelare la vita dei cittadini, non è questo il modo corretto di relazionarsi con la collettività”.

(Il Faro on line)