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Alessandro Romano, lo scultore di Acilia amato dal Papa

Le opere dello scultore Alessandro Romano in esposizione alla Camera dei Deputati apprezzate da Papa Francesco che le ha volute al Divino Amore e a San Pietro

Roma – Via Dolorosa è il titolo della mostra di Alessandro Romano, rassegna che fino al 10 gennaio è visitabile gratuitamente presso presso il complesso di vicolo Valdina, in piazza Campo Marzio 42 (ingresso libero). Si tratta dell’esposizione di 18 bozzetti in terracotta, preludio della realizzazione di sculture in bronzo alte tre metri da collocarsi presso il Santuario della Madonna del Divino Amore, e di diverse opere “laiche” dello scultore più amato da Papa Francesco.

Alessandro Romano

Tra le opere laiche e mitologiche di Romano, che vive da sempre ad Acilia, impossibile non menzionare “Amore sacro e Amore profano” ad Anversa; il monumento dedicato a Falcone e Borsellino, “Resurrezione”, a Caltanissetta; una grande fontana dedicata ai “Segni dello zodiaco” a Torrenova; le allegorie, “La nascita”, “La vita” e “La morte” a Rodi, il grande monumento dedicato a “don Sturzo” a Caltagirone.

E’ però Papa Bergoglio che lo ha eletto scultore del dolore cristiano, che ha apprezzato la Croce Spezzata, già collocata al Divino Amore, e che ha disposto la posa di una sua replica più “L’Ambone” nella basilica di San Pietro. Sempre di Alessandro Romano sono i bozzetti mostrati nella trasmissione in mondovisione della Via Crucis del 2017 percorsa da Papa Francesco nei pressi del Colosseo. Nella chiesa della Maddalena al Pantheon, inoltre, è collocata un’altra opera religiosa, il monumento che raccoglie le reliquie di San Camillo de Lellis, eseguito in occasione del quattrocentesimo anniversario dalla sua nascita.

Giorgia Meloni visita la mostra di Alessandro Romano

Giorgia Meloni visita la mostra di Alessandro Romano

Per usare le parole di Federico Mollicone, Commissione Cultura della Camera dei Deputati, “l’opera di Romano evoca, stupisce e coinvolge. Risveglia in noi il senso del sacro e dell’ancestrale… L’ultima sua opera, la Via Dolorosa, si presenta in tutta la propria forza espressiva e simbolo teologico“.

E’ frutto di un percorso interiore, sofferente e tormentato, alla ricerca dell’interpretazione di qualcosa che è talmente profondo e ancestrale da non essere rappresentabile, l’elaborazione della Via Dolorosa da parte di Alessandro Romano. Una Via Crucis che parte dal concetto della Croce spezzata, che ingloba il corpo di Cristo, e che si conclude nel luogo dove tutto è cominciato, secondo i Vangeli, ovvero nel Giardino dei Getsemani, ultimo bozzetto realizzato in ordine di tempo.

Si respira sofferenza, senso di donazione, voglia di redenzione dal Peccato umano, desiderio di materializzazione di concetti astratti, potenti e inarrivabili, nella Via Dolorosa di Alessandro Romano. Un percorso che ha richiesto anni di studi e persino di analisi delle visioni di veggenti, sia religiosi che laici, quasi alla ricerca di una macchina del tempo che potesse portare emotivamente lo scultore a rivivere il dramma dell’Umanità riscattata dal sacrificio di Cristo. Sono le parole del cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, a far riflettere sulla potenza espressiva di Alessandro Romano e della sua Via Dolorosa legata al concetto di Croce Spezzata: “Gesù, spinto da infinito amore, si è immerso nel nostro dolore e l’ha vinto. La Croce, dopo la Passione di Gesù, è spaccata perchè ormai profuma di Resurrezione“.