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Terza sentenza Imu, effetto domino sul Comune di Fiumicino

Per la terza volta i giudici tributari di Roma dichiarano illegittima l'Imu su aree fabbricabili ma con vincolo idrogeologico.

Fiumicino – L’Imu su area fabbricabile non è dovuta. E’ questo che in estrema sintesi ciò che i giudici tributari di Roma, con un orientamento che appare ormai percorrere la via del suo consolidamento giurisprudenziale, hanno affermato in modo inequivocabile accogliendo totalmente i ricorsi che l’Avv. Luciano Francesco Marranghello ha presentato in difesa di un gruppo di contribuenti.

“In verità – dichiara l’Avv. Marranghello – già in altri fori tributari si avevano avuto pronunce di accoglimento della tesi della illegittimità dell’Imu su aree fabbricabili ma con vincolo idrogeologico. Tuttavia erano rimaste pronunce isolate.

La stessa Giurisprudenza tributaria di Roma aveva sempre prudentemente adottato una posizione di “mediazione” stabilendo nelle pronunce una riduzione dell’imposta giustificata dalla presenza sul terreno dei vincoli urbanistici che ne impedivano la edificabilità”.

“Di fronte ad argomenti difensivi adeguatamente supportati – continua- da principi ricavati da alcune pronunce della Corte costituzionale e della Cassazione in materia di vincoli imposti da Autorità indipendenti sui terreni che il Prg comunale considera edificabili, oggi i giudici tributari di Roma fanno proprio l’orientamento della assoluta illegittimità della imposizione fiscale.

I ricorsi riguardavano l’impugnazione di avvisi di accertamento Imu su terreni considerati edificabili dal vigente Prg del Comune di Fiumicino ma gravati da vincolo idrogeologico classificato R4 e dal vincolo esondazione.

Entrambi i vincoli urbanistici determinano di fatto la conseguente inedificabilità assoluta del terreni”.

“Il Comune di Fiumicino – prosegue Marranghello – si è difeso assumendo che i predetti vincoli urbanistici sono temporanei e che verranno rimossi dopo l’avvenuta realizzazione delle opere di salvaguardia ossia di messa in sicurezza del territorio e che per tale ragione la destinazione urbanistica del terreno in questione è ad “edificabilità differita” e che pertanto il ricorrente rimane comunque soggetto passivo dell’imposta.

La Commissione Tributaria Provinciale di Roma con tre distinte sentenze del 3 dicembre 2018, del 19 dicembre 2018 e del 2 gennaio 2019, rispettivamente della Sezione 22^ e della Sez. 5^, hanno ritenuto totalmente prive di pregio e giuridicamente infondate le tesi dell’amministrazione comunale accogliendo in toto le argomentazioni difensive esposte dal sottoscritto nei miei ricorsi – con condanna del Comune di Fiumicino alle spese – secondo cui il vincolo di inedificabilità cancella radicalmente il presupposto impositivo“.

“Si tratta evidentemente – conclude – di pronunce fortemente innovative che tutelano in modo efficace i contribuenti vessati da un fisco iniquo che pretende il pagamento di una imposizione fiscale gravosa sull’assunto erroneo e ingiusto della edificabilità dei terreni sui quali tuttavia è impossibile costruire.

Si tratta di importanti successi nella direzione di un fisco equo e giusto a tutela dei contribuenti“.

(Il Faro Online)