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Jova Beach Party, il Wwf fa chiarezza sul cambio di location del concerto

Gli animalisti: "A Ladispoli anche la seconda soluzione aveva molteplici problemi gestionali anche al di là delle questioni ambientali"

Ladispoli – La discussione, accompagnata dalla polemica, che ruota attorno al Jova Beach Party ancora non si placa, rischiando peraltro di protrarsi ancora, soprattutto dopo l’ultimo duro attacco alle associazioni e a tutti coloro i quali che sin dall’annuncio del concerto a Ladispoli si sono schierati contro la realizzazione del concerto a Torre Flavia, da parte del vicesindaco Pierpaolo Perretta.

Proprio nei giorni scorsi il vicesindaco ha ”chiamato in causa” il Wwf spiegando come nell’ultimo incontro del 18 dicembre, per trovare una soluzione alternativa alla spiaggia attigua alla Palude, l’associazione aveva dato il suo parere positivo.

Ma allora perché cambiare location? Per il numero due di palazzo Falcone la motivazione è puramente politica. A Ladispoli governa il centrodestra, mentre a Cerveteri, dove ora il concerto di svolgerà governa un’amministrazione di sinistra. Una risposta però che a quanto pare non è piaciuta al Wwf Italia che, per la prima volta, dall’inizio delle polemiche nate intorno all’argomento, ha deciso di prendere la parola dicendo la sua.

“Per la tappa del Jova Beach Party a Ladispoli sono state presentate e valutate due diverse soluzioni: una sulla spiaggia di Torre Flavia e confinante l’omonima riserva e un’altra attigua a questa spiaggia che insisteva in gran parte sulle aree di campeggi posti sotto sequestro dalla Magistratura. La seconda proposta, presentata dal Sindaco di Ladispoli all’inizio della riunione del 18 dicembre, era decisamente migliore della prima e il Wwf, in quella stessa riunione (che non era una conferenza di servizi vista l’assenza di diverse amministrazioni aventi competenze sulla decisione, tra cui la Regione Lazio), ha detto che la seconda soluzione poteva essere presa in considerazione, previa valutazione d’incidenza e a condizione che la spiaggia di Torre Flavia con appositi accorgimenti fosse stata preclusa da ogni tipo di fruizione e transito”.

Ma a quanto pare, a seguito di “ulteriori approfondimenti” sarebbe emerso che anche questa seconda proposta aveva “molteplici problemi gestionali anche al di là delle questioni ambientali”. Diversa la situazione a Campo di Mare, dove alla fine si svolgerà l’evento.

Innanzitutto “la Riserva (lato nord) non è contigua, circa due terzi dell’area dell’evento insistono su una spianata già oggi destinata a posteggio, la parte di vera e propria spiaggia è già interessata da concessioni demaniali e comunque non risulta una presenza del fratino analoga a quella documentata a Torre Flavia, l’area – hanno proseguito dal Wwf – è delimitata poi da una strada e da un fronte case e quindi da un’accessibilità diversa rispetto a Ladispoli. Anche per l’area di Cerveteri il Wwf ha comunque chiesto la valutazione d’incidenza indicando una serie di prescrizioni tra cui la creazione di aree cuscinetto interdette al pubblico tra cui una ampia tra la Riserva e la zona dell’evento”.

Insomma: “Tutte le motivazioni che sono state presentate hanno avuto sempre e solo un carattere squisitamente tecnico – hanno sottolineato dal Wwf – e mai da nessuno sono stati espresse considerazioni sulle composizioni o formazioni politiche delle diverse giunte comunali”.

(Il Faro online)