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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

“Pregare per evangelizzare secondo lo stile di Dio, ecco la missione dei battezzati”

In piazza San Pietro l'Angelus nella festa del Battesimo del Signore, Papa Francesco: "E' importante conoscere la data del proprio battesimo perché lì ci sono le radici della nostra vita in Dio"

Città del Vaticano – “La missione della Chiesa e quella di ognuno di noi, per essere fedele e fruttuosa, è chiamata ad ‘innestarsi’ su quella di Gesù. Si tratta di rigenerare continuamente nella preghiera l’evangelizzazione e l’apostolato, per rendere una chiara testimonianza cristiana non secondo i nostri progetti umani, ma secondo il piano e lo stile di Dio“.

Così Papa Francesco commenta la festa del “Battesimo del Signore”, festività che conclude il tempo liturgico del Natale. Ai tanti pellegrini che affollano piazza San Pietro per la preghiera dell’Angelus domenicale, nonostante il freddo e il cielo plumbeo, il Pontefice fa notare come la liturgia odierna “ci chiama a conoscere più pienamente Gesù”; e, seguendo il brano evangelico di oggi (cfr. Lc 3,15-16.21-22), il Santo Padre pone l’accento su due elementi: “il rapporto di Gesù con la gente” e “il rapporto di Gesù con il Padre“.

Immerso nel popolo

Nel racconto del battesimo, conferito da Giovanni il Battista a Gesù nelle acque del Giordano, “vediamo anzitutto il ruolo del popolo“.

Esso non è solamente uno sfondo della scena, ma è una componente essenziale dell’evento”, fa notare il Papa. “Prima di immergersi nell’acqua, Gesù si ‘immerge’ nella folla – prosegue il Pontefice -, si unisce ad essa assumendo pienamente la condizione umana, condividendo tutto, eccetto il peccato“.

Nella sua santità divina, piena di grazia e di misericordia, il Figlio di Dio si è fatto carne proprio per prendere su di sé e togliere il peccato del mondo. Perciò anche quella di oggi è una epifania, perché andando a farsi battezzare da Giovanni, in mezzo alla gente penitente del suo popolo, Gesù manifesta la logica e il senso della sua missione.

In altre parole, “unendosi al popolo che chiede a Giovanni il Battesimo di conversione, Gesù ne condivide anche il desiderio profondo di rinnovamento interiore“.

“Lo Spirito Santo che discende sopra di Lui ‘in forma corporea, come una colomba’ – sottolinea il Pontefice – è il segno che con Gesù inizia un mondo nuovo, una ‘nuova creazione’ di cui fanno parte tutti coloro che accolgono Cristo nella loro vita.

Anche a ciascuno di noi, che siamo rinati con Gesù nel Battesimo, sono rivolte le parole del Padre: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Questo amore del Padre, che abbiamo ricevuto nel giorno del nostro Battesimo, è una fiamma che è stata accesa nel nostro cuore, e richiede di essere alimentata mediante la preghiera e la carità.

Immersi nella preghiera

Il secondo elemento su cui pone l’accento Bergoglio è la “preghiera”. Gesù, infatti, “dopo l’immersione nel popolo e nelle acque del Giordano, si ‘immerge’ nella preghiera, cioè nella comunione col Padre”.

Il battesimo è l’inizio della vita pubblica di Gesù, della sua missione nel mondo come inviato del Padre per manifestare la sua bontà e il suo amore per gli uomini. Tale missione è compiuta in costante e perfetta unione con il Padre e con lo Spirito Santo.

E ammonisce: “Anche la missione della Chiesa e quella di ognuno di noi, per essere fedele e fruttuosa, è chiamata ad ‘innestarsi’ su quella di Gesù. Si tratta di rigenerare continuamente nella preghiera l’evangelizzazione e l’apostolato, per rendere una chiara testimonianza cristiana non secondo i nostri progetti umani, ma secondo il piano e lo stile di Dio“.

Poi, a braccio, ancora una volta ribadisce l’importanza, per un cristiano, di conoscere la data del proprio battesimo: “Voi la conoscete?”, chiede il Pontefice ai pellegrini presenti in piazza. “Sono sicuro che non tutti la sanno. Tornando a casa chiedetela ai vostri genitori, ai vostri nonni, parenti o amici della parrocchia”.

“E’ importante conoscere la data del proprio battesimo – aggiunge il Pontefice – perché lì ci sono le radici della nostra vita in Dio; le radici della nostra vita eterna, che Gesù Cristo ci ha donato con la sua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione”.

E, dopo aver chiesto di pregare per i bambini che ha battezzato nel corso della mattinata nella Cappella Sistina, l’immancabile saluto: “Buona domenica a tutti. Non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci”.

(Il Faro online)